Archivio per Ottobre, 2008

CHI HA ACCUSE PENALI SI DIMETTA DA ISTITUZIONI

Lettera di Emiliano Morrone a Roberto Saviano su politici calabresi in contatto con la ‘ndrangheta: “Intervieni” (leggi…)


ARRESTI A TRAPANI, RACKET E COLLUSIONI CON POLITICA

Presi Ignazio Melodia e Francesca Adamo, avvocatessa a Palermo. L’ombra di Matteo Messina Denaro. Lumia: recidere legami mafia-politica-economia

(ANSA) - TRAPANI, 27 OTT - I carabinieri e la polizia di
Stato hanno eseguito stamani nel Trapanese 11 ordinanze di
custodia cautelare nell’ambito di un’indagine sulle cosche
mafiose del trapanese, guidate da Ignazio Melodia. L’attivita’,
coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo,
riguarda complessivamente 21 persone, ritenute affiliate alla
cosca mafiosa di Alcamo che avrebbero avuto collegamenti con la
politica locale. Un provvedimento del gip e’ stato notificato
anche al consigliere provinciale dell’Udc, Pietro Pellerito, al
quale e’ stato imposto il divieto di dimora ad Alcamo.
Tra i reati contestati agli indagati, oltre all’associazione
mafiosa, anche numerose estorsioni commesse sul territorio di
Alcamo tra il 2006 ed il 2008. Oltre agli 11 arrestati, gli
investigatori hanno notificato anche 10 avvisi di garanzia.
Perquisizioni sono in corso.(ANSA).
ABB 27-OTT-08 06:46
(ANSA) - TRAPANI, 27 OTT - Gli agenti del commissariato di
Alcamo hanno arrestato durante il blitz di stamani anche
un’avvocatessa palermitana. Si tratta di Francesca Adamo, 44
anni, penalista del foro di Palermo. La donna e’ accusata di
concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia
di beni.
Dalle intercettazioni emerge il presunto coinvolgimneto della
professionista negli affari delle cosche mafiose trapanesi.
Inoltre l’avvocato, parlando con alcuni indagati, diceva che
incontrava ad Altofonte, paese alle porte di Palermo, il boss
latitante Domenico Raccuglia. La donna nelle intercettazioni
parla anche del capomafia Matteo Messina Denaro e di Bernardo
Provenzano come se li avesse conosciuti.
Il provvedimento cautelare e’ stato notificato a Francesca
Adamo stamani a Roma.
Ai 21 indagati vengono contestati fatti aggravati per essere
stati commessi con il metodo mafioso, e figurano, oltre alle
numerose estorsioni, anche l’interposizione fittizia di alcune
societa’, reati di falso, danneggiamenti, attentati incendiari e
simulazione di reato.
(ANSA).
MAFIA: BLITZ NEL TRAPANESE; SEQUESTRATA DITTA CALCESTRUZZI
(V.’MAFIA: RACKET E COLLUSIONI…’ DELLE 6:45 CIRCA)
(ANSA) - TRAPANI, 27 OTT - Nell’ambito dell’indagine che ha
portato all’arresto di 11 presunti esponenti della cosca mafiosa
di Alcamo (Trapani) e alla denuncia di altre dieci persone, e’
stata sequestrata la ditta di calcestruzzi Medicementi.
Secondo gli inquirenti l’attivita’, che avrebbe un valore di
un milione di euro, sarebbe riconducibile allo storico clan
alcamese dei Melodia.
Secondo l’accusa, l’impresa era formalmente intestata ad una
serie di prestanomi.
Tra le persone arrestate, il cui elenco non e’ stato ancora
reso noto, c’e’ anche Ignazio Melodia, ”reggente” della
famiglia. (ANSA).
TRAPANI, 27 OTT - Secondo gli investigatori la
famiglia mafiosa di Alcamo sarebbe riuscita a ottenere il
monopolio per la fornitura del calcestruzzo per tutti gli
appalti pubblici e privati della provincia. Il cemento doveva
essere acquistato soltanto presso l’impianto riconducibile al
boss Diego Melodia, arrestato in nottata.
Dopo aver eliminato tutte le altre ditte concorrenti gli
arrestati, attraverso una serie di attentati e danneggiamenti,
avrebbero imposto alle ditte operanti nel settore di
approvvigionarsi unicamente presso la ‘Medi Cementi’ di Alcamo,
che e’ stata sequestrata.(ANSA).

ARRESTI TRAPANI, IMPRENDITORE SIMULO’ ATTENTATO PER FINGERSI VITTIMA

Palermo, 27 ott. - (Adnkronos) - Per fingersi un imprenditore
vittima della mafia simulo’ un tentato omicidio ai suoi danni, con
tanto di colpi di fucile sparati c ontro la sua auto, ma adesso e’
stato scoperto. Il protagonista della vicenda e’ Liborio Pirrone,
detto ‘Popo”, finito all’alba di oggi in carcere con altre dieci
persone nell’ambito dell’operazione ‘Abele’. E’ uno dei retroscena
emersi dall’inchiesta coordinata dalla Dda di Palermo. Secondo quanto
emersi dall’indagine condotta dal Commissariato di Alcamo e dai
Carabinieri, Pirrone, avendo fiutato di essere finito nel registro
degli indagati, “all’evidente scopo di sviare eventuali indagini sul
suo conto - come spiegano gli investigatori - avrebbe voluto
indirizzarle verso altri soggetti”.
Non solo. L’obiettivo era quello di “accreditarsi quale soggetto
nel mirino dall’associazione mafiosa e, quindi, non consapevole
partecipe ma di vera e propria vittima di mafia”.Il finto attentato e’
avvenuto il 30 novembre del 2007. “E’ stato lui stesso - ha spiegato
il dirigente del Commissariato di Alcamo, Valerio Aquila - a chiamare
il 112 e a fingere di essere stato vittima di un tentato omicidio”.
“Lo abbiamo trovato nascosto - ha spiegato il capitanto Augusto
Ruggeri della Compagnia di Alcamo - e fingeva di essere molto
spaventato”. E proprio questa mattina, subito dopo il suo arresto, le
forze dell’ordine hanno rinvenuto nel giardino dell’abitazione di
Pirrone il fucile usato per il falso attentato. Era nascosto sotto un
punto in cui era stata piazzata una sorta di bandierina. Quando i
militari hanno scavato, hanno trovato un tubo con all’interno il
fucile. Lo stesso usato per il falso attentato.
(Ter/Zn/Adnkronos)
27-OTT-08 13:48
Operazione Trapani, Lumia (Pd): Ancora intreccio politica-mafia
Roma, 27 OTT (Velino) - “Emerge ancora una volta uno
spaccato inquietante, ma non inedito, fatto di collusioni fra
pezzi della politica, organizzazioni criminali e settori
dell’economia. Perche’, al di la’ delle dichiarazioni di rito
degli esponenti di quasi tutti gli schieramenti politici
contro le mafie e per la legalita’, soprattutto in occasione
degli anniversari delle vittime della criminalita’
organizzata, poi nel vissuto quotidiano manca una chiara
determinazione nel recidere all’interno dei partiti questo
intreccio perverso. Alla politica oggi tutti i cittadini
chiedono un supplemento di rigore e di trasparenza attraverso
atti concreti, seppur dolorosi”. Lo ha dichiarato il senatore
del Pd Giuseppe Lumia. “I carabinieri e la polizia di Stato
hanno eseguito stamani nel trapanese undici ordinanze di
custodia cautelare nell’ambito di un’indagine sulle cosche
mafiose del trapanese, guidate da Ignazio Melodia.
L’attivita’, coordinata dalla Direzione distrettuale
antimafia di Palermo, riguarda complessivamente 21 persone,
ritenute affiliate alla cosca mafiosa di Alcamo che avrebbero
avuto collegamenti con la politica locale. Un provvedimento
del gip e’ stato notificato anche al consigliere provinciale
dell’Udc, Pietro Pellerito, al quale e’ e’ stato imposto il
divieto di dimora ad Alcamo”. (com/elb)
271659 OTT 08 NNNN


TEMI: ROBERTA DE MONTICELLI, L’ABIURA, IL NICHILISMO DEI CATTOLICI

Monsignor Betori, Giuliano Ferrara. La religione, l’etica, l’autodeterminazione, la libertà di coscienza. (leggi…)


I PREMI NOBEL PER SAVIANO: SUA LIBERTA’ RIGUARDA TUTTI NOI

Fo, Gorbaciov , Grass, Montalcini, Pamuk, Tutu. Un appello allo Stato affinché intervenga per proteggerlo dalle minacce (leggi…)


DE MAGISTRIS: PARTE MAGISTRATURA CALABRESE NON ESTRANEA A SISTEMA CRIMINALE

Giudice a SKY TG24: “Altrimenti non staremmo qui  a discutere come mai in dieci anni non è cambiato nulla” (leggi…)


NICOLA GRATTERI, NUOVA ALLENZA TRA ‘NDRANGHETA E CARTELLI MESSICANI

Maggior controllo dei prezzi di tonnellate di cocaina . L’intervista su “Gente d’Italia”, da Miami, ripresa da “il Velino” (leggi…)


OMCEO ROMA, FALCONI RIELETTO PRESIDENTE

Auguri da Marrazzo, Canali, D’Amato, Robilotta (leggi…)


‘NDRANGHETA: RICORDARE FORTUGNO CON ATTI CONCRETI

Magistratura e Forze dell’Ordine stanno facendo il loro lavoro, la politica faccia altrettanto, visto che tutta la questione, in Calabria, sta proprio nel rapporto tra ‘ndrangheta e pezzi della politica.

Sono passati tre anni dall’omicidio di Francesco Fortugno. Dal 2005 a oggi, i risultati ottenuti contro la ‘ndrangheta sono soprattutto dovuti allo straordinario impegno della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, che hanno portato all’arresto di latitanti e di esponenti delle ‘ndrine calabresi. Il fatto che proprio oggi, in questo tragico anniversario, sia stato arrestato Antonio Pelle della ‘ndrina Pelle-Vottari è un buon segnale della presenza dello Stato. I mafiosi ‘ndranghetisti vanno colpiti uno a uno, ovunque siano, in Calabria o altrove.

Ma non basta. Le celebrazioni che si svolgono a Locri sono una sorta di atto dovuto delle Istituzioni rispetto a un uomo barbaramente ucciso in quel 16 ottobre del 2005, mentre la politica all’epoca tendeva a minimizzare la potenza e la presenza della ‘ndrangheta. L’omicidio Fortugno, come la strage di Duisburg, dovrebbero aver sgombrato il campo da visioni minimaliste sul ruolo della ‘ndrangheta in Calabria, in Italia, nel mondo. Squarciato il velo della sottovalutazione, resta la responsabilità delle Istituzioni, che solo con atti concreti possono arginare infiltrazioni e radicamenti della ‘ndrangheta, escludendo personaggi variamente collusi con le ‘ndrine, applicando i protocolli di legalità agli appalti pubblici, imboccando per tutti gli atti della Pubblica amministrazione la via della legalità.

Al tempo stesso, ricordare Fortugno vuol dire arrivare in tempi brevi alla conoscenza di tutta la verità sull’omicidio di tre anni fa, inchiodando i mandanti e svelando gli interessi che stanno dietro quell’omicidio. Magistratura e Forze dell’Ordine stanno facendo il loro lavoro, la politica faccia altrettanto, visto che tutta la questione sta proprio nel rapporto tra ‘ndrangheta e pezzi della politica. Non è casuale che Giuseppe Lumia abbia ricordato, proprio oggi, da Locri che “in una giornata come questa va evitata la retorica. La politica deve dimostrare che è sana e credibile. Nel rapporto tra mafia e politica, non soltanto in Calabria, ancora non ci siamo. La ‘ndrangheta, in particolare, ha un rapporto diretto con la politica. Se si vuole fare una lotta seria e concreta contro la ‘ndrangheta bisogna fare luce sui suoi rapporti con la politica” perché “la ‘ndrangheta è dentro la politica e le istituzioni”. Tra tante dichiarazioni di circostanza, questa di Lumia coglie il punto vero della realtà calabrese. Anche per questo, con tanta amarezza, condividiamo la posizione del movimento “Ammazzateci tutti”, che ha deciso di non essere presente oggi a Locri alle celebrazioni ufficiali. Dicono, “i ragazzi di Locri”: “Peserà più la nostra assenza che una nostra eventuale presenza: non staremo mai insieme a chi ha tradito Franco Fortugno in vita ed oggi ne strumentalizza la sua memoria. I cosiddetti “ragazzi di Locri” - conclude Ammazzateci Tutti - hanno fatto commuovere l’Italia intera con i loro striscioni tre anni fa. Oggi pensiamo sia opportuno far sentire ad alta voce solo il nostro silenzio, continuando a sperare che il sacrificio di Fortugno non sia stato vano”.


CAMORRA, A SAVIANO SOLIDARIETA’ NON SOLO FORMALE

Adesso la politica faccia la sua parte: subito la Commissione Parlamentare Antimafia (leggi…)


COMISO: NAPOLITANO, NOME LA TORRE RICHIAMA PACE

Sabato 11 ottobre duemila persone hanno manifestato a Comiso per ripristinare l’intitolazione dell’aeroporto a Pio La Torre, dopo che nelle scorse settimane si erano moltiplicate in tutta Itala le prese di posizione contro la decisione della Giunta comunale di cambiare la denominazione. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio agli organizzatori, ha dato forza alle ragioni di chi è sceso in piazza per difendere la memoria di La Torre, assassinato nel 1982 perché simbolo della lotta alle mafie. (leggi…)