Archivio per Marzo, 2009

DONNE E MAFIE: LAZIO-CALABRIA
Angela Napoli, M.G. Laganà, Luisa Laurelli  (leggi…)


LE MANI SULLA SANITA’, REAGIRE INSIEME

Presentazione indimenticabile a Roma  (leggi…)


150 MILA A NAPOLI CON ‘LIBERA’

Giornata in memoria vittime delle mafie  (leggi…)


CASAL DI PRINCIPE, IN MIGLIAIA PER DON PEPPE DIANA

In una settimana ho visto due volte i “Regi Lagni”, in una settimana ho visto più volte viadotti senza uscita, sopraelevate inutili, se non per alimentare il circuito del cemento controllato e gestito dalla camorra. In una settimana ho visto più volte strade e paesi degradati nell’area che va da Caserta verso Caivano, Marcianise, Casal di Principe, Trentola Ducenta, Aversa. Ho visto di seguito non morti ammazzati sulle strade, ma la bruttezza della camorra, delle sue speculazioni edilizie, della sua opera continua di distruzione del territorio, una volta Campania felix. Ho visto paesi e paesoni cresciuti in maniera assolutamente disordinata, senza piani regolatori e senza controlli. Ho visto che a Casal di Principe non esiste il minimo concetto di paese, ma semplicemente un agglomerato senza anima di case e ancora di case, tutte diverse una dall’altra, di diversa concezione, case in massima parte brutte, povere non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto povere agli occhi di chi attraversa questo paese provenendo da qualsiasi parte d’Italia. Oggi 19 marzo 2009 Casal di Principe ha respirato l’aria della libertà, della legalità, della speranza in un futuro che appena si riesce a figurare.
Oggi 19 marzo 2009 sono 15 anni che la camorra ha ammazzato don Peppe Diana, prete anticamorra sul territorio, niente antimafia di facciata e retorica nei pensieri di don Peppe Diana, ma solo antimafia vera, basata su valori alti, su pensieri, parole e azioni rivolte a questo sfortunato territorio. Oggi 19 marzo eravamo davvero in tanti a Casale per ricordare don Peppe e per preparare l’evento di sabato 21 a Napoli, la manifestazione che tutti gli anni facciamo attorno a ‘Libera’ con la giornata dell’impegno e della memoria delle vittime delle mafie italiche.
In tanti per dire basta alla camorra. Uno striscione appeso sul muro di cinta del cimitero recita: “Casalesi vuol dire abitanti di Casale e non clan dei casalesi”. Uno slogan di riscatto rispetto al controllo del territorio operato dalla camorra. Siamo in tanti e soprattutto sono tanti i giovani. Quando don Luigi Ciotti chiama, noi rispondiamo e siamo presenti. Ma a Casal di Principe i segni della presenza camorrista sono ovunque, anche negli sguardi di chi osserva il corteo.
Ho visto un ponte progettato male in altezza e una strada fatta scendere dentro una buca sotto il ponte perché troppo basso per i camion. Luca mi fa osservare pezzi di strada mai terminati, altri pezzi di strada inutilmente sopraelevati rispetto al suolo. Ho visto una campagna devastata e incolta, proprio qui che era il regno dei pomodori, della frutta, dei fiori. Proprio qui in “Terra di lavoro” dove il lavoro non c’è più. Ho visto i resti ammucchiati della cosiddetta emergenza rifiuti. Ma quale emergenza? Qui è la normalità. Ho visto poi la speranza nel futuro dei giovani mobilitati qui da ‘Libera’, ho visto la militanza dei componenti il Comitato Don Peppe Diana. Ho visto nei loro volti la Campania che vuole cambiare. Ho visto studenti e docenti del liceo psicopedagogico di Caivano, dove sabato scorso eravamo a presentare ‘Cocaina connection’. Ha parlato con le professoresse Annamaria e Maria. In questo territorio torneremo e più volte.
Esco da Casal di Principe sforzandomi di credere in questa speranza ma con la stessa amarezza che mi prende in alcune zone della Calabria infestate dalla ‘ndrangheta. Mafiosi camorristi e ‘ndranghetisti non solo fanno affari sulle spalle delle popolazioni, non solo ammazzano, non solo fanno estorsioni e traffico di stupefacenti, ma distruggono territori e ambiente. I camorristi, poi, sono specialisti nel distruggere tutto costruendo manufatti brutti, inimmaginabili lontano da qui, da questi luoghi, da questa realtà fortemente compromessa. Ecco perché lo slogan scelto quest’anno dal network di Don Ciotti è addirittura commovente: “L’Etica Libera la Bellezza”, il contrario esatto delle troppe bruttezze lasciate in eredità dai camorristi. L’etica della politica e nella politica, l’etica nei comportamenti sociali sono l’antidoto alla pervasività della camorra in questi territori, sono l’alternativa alla situazione di oggi fatta di una diffusa, strutturale e rassegnata illegalità. Proprio quello slogan dovrà dare il senso della volontà di cambiare, dare un segno di scelte e azioni positive da avviare e portare avanti. Come quelle che mette in campo Ernesto con la sua libreria di Aversa che non a caso ha chiamato “Quarto Stato”.
Ci sono i familiari delle vittime delle mafie con la moltitudine che oggi ha invaso Casal di Principe. Con Don Ciotti, ci sono politici nazionali e locali, il mondo del volontariato, i boy scout e i cittadini di Casale. Non si può fare una manifestazione al giorno, ma di quella di oggi un segno, un ricordo resterà a Casale. Tra i politici presenti, Giuseppe Lumia, punto di riferimento per la lotta alle mafie: “Occorre sbrigarsi e inasprire il 41 bis. Occorre accelerare nelle azioni per spezzare il rapporto tra mafie e politica perché in questo siamo indietro, anche qui”. Il messaggio è chiaro: anche il clan dei casalesi non sarebbe diventato quel che è senza collusioni e complicità con pezzi di politica e di Istituzioni. Come, d’altra parte, avviene in Calabria e Sicilia. Ma le migliaia di persone che erano oggi a Casale, quelle che erano lo scorso anno a Bari e due anni fa a Polistena nulla hanno a che spartire con collusioni e complicità con le mafie, rappresentano anzi l’Italia pulita che vuole lo sviluppo del Sud nella legalità e pretendono dallo Stato azioni a 360° per una strategia globale contro le mafie che sicuramente hanno le loro radici nelle regioni del Sud ma ramificazioni ovunque, a livello nazionale e internazionale. Una strategia globale fatta di intelligence, di normative antimafia almeno a livello europeo, di collaborazione internazionale delle forze dell’ordine nonché di una presenza costruttiva e costante di tutto il popolo dell’antimafia. (o.n.) 19 marzo 2009, Casal di Principe


‘NDRANGHETA: GRATTERI, “LA MIA VITA BLINDATA”

Quando calano i reati vuol dire che il controllo del territorio è più ferreo. Intervista a Panorama in edicola da venerdì 20 marzo (leggi…)


REPORT. CAIVANO (NA) CONTRO DROGHE E MAFIE

Sabato 14 marzo forte, intenso, commovente incontro con 250 studenti del Liceo socio-psico pedagogico su “Cocaina connection”. E giovedì 19 marzo tutti a Casal di Principe e sabato 21 marzo tutti a Napoli, per giornata di memoria e impegno per le vittime delle mafie

 

“Cocaina connection. L’impero della ‘ndrangheta: il traffico mondiale di stupefacenti” ieri al Liceo Socio-psico-pedagogico di Caivano, paese di 37 mila abitanti a nord della cintura metropolitana di Napoli, al confine con la provincia di Caserta.

Aula stracolma, anche sui balconi che guardano la platea. Lilly, la canzone di Antonello Venditti, l’urlo di amore e di rabbia per una ragazza che sta morendo di eroina, apre la manifestazione. E’ una canzone del 1975 e che compare come dedica in questa II edizione di Cocaina connection.

Partecipazione straordinaria degli studenti, del corpo docente, del Preside, di tutti. Ho un ricordo fortissimo della giornata. Tema centrale: la lotta alle droghe e alle mafie, molto approfondimento sulla ‘ndrangheta, ma anche sui rapporti tra la mafia calabrese e le altre mafie, compresa, ovviamente, la camorra nelle sue diverse ramificazioni, gruppi e clan come quello dei Casalesi, della vicinissima Casal di Principe.

Una giornata che resterà nella memoria di molti, perché è stata la prima del genere, ma non sarà l’ultima, perché in questo territorio torneremo, per avviare percorsi di antimafia e per la legalità. Alla faccia degli spacciatori del Parco Verde e dei Casalesi.

“State lontani dalla cosiddetta prima volta, dal primo approccio con le sostanze stupefacenti, perché potrebbe essere la prima volta di una lunga serie. In questo messaggio, apparentemente banale, sta tutta la forza di dire che la migliore cura individuale contro le droghe è quella di non assumerle. Ma per chi cade nel precipizio della dipendenza, la nostra cultura è prevenzione, cura, riabilitazione e non punibilità per il singolo tossicodipendente che non commette reati”. Ho avviato così il colloquio con gli studenti, perché penso che per affrontare questi temi occorre usare il linguaggio diretto della verità. E poi giù, a svelare gli intrecci, gli affari economici della ‘ndrangheta, la mafia calabrese più forte e ramificata a livello mondiale, che controlla in regime di quasi monopolio il traffico di stupefacenti. “E’ la ‘ndrangheta che rifornisce le altre mafie, compresa la camorra. Dovete considerare che la ‘ndrangheta movimenta verso l’Italia qualcosa come 400 tonnellate all’anno di cocaina, con un giro di affari che oscilla tra i 36 e i 40 miliardi di euro”. Ma i macro-dati sono ancora più inquietanti: “Pensate che le cinque mafie italiche (‘ndrangheta in Calabria, camorra in Campania, cosa nostra e stidda in Sicilia, sacra corona unita in Puglia) hanno un giro di affari tra i 100 e i 130 miliardi di euro all’anno, sono la prima azienda del Paese. All’incirca è la stessa cifra dell’evasione fiscale. In questa Italia qui, con la crisi economica globale, con il lavoro sempre più precario, con la disoccupazione endemica, in questa Italia apparentemente povera si sovrappone un’Italia ricca e strafottente fondata sull’illegalità delle mafie e dell’evasione fiscale. Un’Italia che non ci piace e che vogliamo cambiare, perché abbiamo l’ambizione di voler vivere in un Paese normale”.

 

Mafiosi, ‘ndranghetisti e camorristi vanno colpiti a uno a uno

Gli studenti sono attenti, non perdono una parola, nemmeno quando parlo dei meccanismi mafiosi che accomunano ‘ndrangheta, clan dei casalesi, mafie siciliane. E poi sui rapporti con la politica e con le Istituzioni: “Specialmente in Calabria, citando Nicola Gratteri, si può dire che la ‘ndrangheta sta alternativamente con il centrodestra e con il centrosinistra, ma non sta mai all’opposizione”. ‘Ndrangheta che in Calabria continua ad avere un forte radicamento territoriale, fondata com’è su ‘ndrine che sono organizzate orizzontalmente, a rete, e non con struttura piramidale come le mafie siciliane e la camorra. ‘Ndrangheta che ha radici e menti strategiche in Calabria, ma ramificazioni ovunque: “Proprio ieri ad Amsterdam sono stati arrestati Giovanni Strangio e Francesco Romeo, pericolosi criminali coinvolti nella strage di Duisburg del 15 agosto 2007. Questa è la dimostrazione che lo Stato quando vuole c’è, che la collaborazione internazionale tra forze dell’ordine funziona e questo è il metodo giusto: i mafiosi ‘ndranghetisti, camorristi vanno colpiti uno a uno, senza pietà, senza tentennamenti”.

L’attenzione in sala è alta. Parla Gianni Solino, autore del bel libro “Ragazzi della terra di nessuno”. Solino parla in maniera efficace delle droghe, della ‘ndrangheta e della realtà territoriale campana e casertana, la terra di lavoro, l’ex Campania felix distrutta dalla camorra in combutta con malapolitica e malaffare. Solino parla ai ragazzi individuando in loro la speranza in un futuro migliore, ma Solino è uno dei tanti che ci mette la faccia e il proprio impegno per cambiare da oggi una realtà così tragica e devastata dalla camorra. L’effetto c’è, la sfida è quella di aumentare il livello di coscienza e di consapevolezza degli studenti perché uomini e donne di domani possano dire “qui una volta c’era la camorra”. Solino parla di altre iniziative per coinvolgere di più i territori.

 

Le domande degli studenti

Poi, raffica di domande degli studenti, domande sentite, mai banali, domande importanti. Sul doping rispondo: “Il problema esiste, specialmente nelle palestre e dove si fanno sport più o meno agonistici. Le leggi per combattere il doping esistono e vanno applicate. Se ciò in alcune realtà non si verifica è perché in Italia in troppi settori non funzionano i sistemi dei controlli”. Il ragionamento sui mancati o insufficienti controlli riguarda anche discoteche e luoghi dove si tengono rave party. Rispondo anche su ‘ndrine e origini della ‘ndrangheta, rispondo anche sulle carceri: “Le carceri del dopo-indulto del 2006 sono peggio di prima: sovraffollate, in condizioni disastrose. Il fatto è che la sovrappopolazione carceraria è costituita per un terzo da tossicodipendenti (la maggior parte dei quali non dovrebbe essere in carcere, ma in strutture di recupero) e per un terzo da immigrati, mentre ancora ampia è la fascia dei detenuti in attesa di giudizio, perché la Giustizia non funziona nemmeno nei meccanismi più elementari e i Tribunali sono come degli avamposti senza soldati nel selvaggio Far West dell’Italia dalle troppe leggi non applicate”.

Arriva una domanda sul ruolo degli Stati o dello Stato in Italia: “Certo, la ‘ndrangheta globalizzata ha bisogno della complicità di alcuni Stati nell’America del Sud e in Africa. Questo è uno dei motivi della II edizione di Cocaina connection: la situazione drammatica dell’Africa, colpita da guerre, miseria, carestia, malattie, Aids, dove in alcuni Stati africani la ‘ndrangheta ha costituito le sue basi e spostato le sue rotte del traffico internazionale di stupefacenti. Per quanto riguarda l’Italia, la svolta l’abbiamo fatta qualche anno fa: prima pensavamo che ci fosse lo Stato da una parte e le mafie dall’altra. Poi abbiamo capito, un po’ in ritardo, ma abbiamo capito bene che così non è: la verità è che pezzi dello Stato combattono seriamente le mafie mentre altri pezzi dello Stato ci convivono e colludono con consorterie criminali. Anche questi vanno stanati e colpiti uno a uno”.

Sul recupero dei tossicodipendenti, dico: “Potenziamento e ridefinizione del ruolo dei Sert, sostegno alle comunità terapeutiche, non si possono smantellare le reti di assistenza e al tempo stesso confermare la linea proibizionista del Governo, come sta emergendo proprio in queste ore a Trieste alla V Conferenza nazionale sulle politiche antidroga. Le posizioni del Governo, che sono alla base della legge Fini-Giovanardi le respingiamo al mittente. La nostra posizione è: né permissivismo, né repressione, ma responsabilità, recuperando così il principio di responsabilità individuale che deve essere alla base del comportamento sociale dei singoli” Circa l’approccio con il tema, affermo: “Nella canzone Lilly ci sono due strofe emblematiche: ‘Lilly, li dovevano arrestare; Lilly ti dovevano guarire’. Sta tutto qui il significato di questo libro: senza pietà contro i narcotrafficanti, mafiosi ‘ndranghetisti: vanno colpiti a uno a uno; recupero, cura e reinserimento per chi è caduto e ha bisogno di aiuto. La nostra cultura è questa”.

Nella concitazione di quei momenti, ho dimenticato di rispondere a una domanda veramente interessante sulla ‘meraviglia’. Lo faccio adesso: “A dire il vero noi non ci meravigliamo più di nulla: la globalizzazione della ‘ndrangheta, le spietate azioni dei Casalesi e di altri pezzi di camorra napoletana, le stragi di Cosa nostra ci hanno fatto drammaticamente togliere ogni meraviglia: dai mafiosi ‘ndranghetisti e camorristi c’è da aspettarsi di tutto, ma senza lasciarsi intimidire. Né molliamo, né indietreggiamo e stiamo dalla parte dei magistrati e delle forze dell’ordine quando riescono a colpire a uno a uno questi criminali. Anche la strage di Duisburg non ci ha meravigliato, sapevamo che prima o poi sarebbe successa”.

 

A chi picchia una donna applichiamo il 41 bis, come ai mafiosi

Le ultime battute: “Siamo qui per l’affermazione della legalità, dello sviluppo nella legalità, per l’affermazione della giustizia sociale, contro la mentalità mafiosa, contro i soprusi, le prepotenze, le violenze. Tra le violenze, la più atroce e subdola è la violenza sulle donne, un fenomeno in espansione ad opera non solo di stranieri, ma di italiani. Stupri e non solo: c’è la violenza quotidiana di uomini che picchiano le donne tra le quattro mura di una casa e il più delle volte non si sa, non emerge, perché le donne hanno paura di denunciare. E’ sotto gli occhi di tutti, ma occorre uscirne con prese di posizione nette e con provvedimenti legislativi adeguati. Chi picchia una donna, chi fa violenza su una donna ha la mentalità mafiosa del possesso. Per questi soggetti, la donna non è un essere umano, ma una cosa, un oggetto di proprietà, di cui disporre a piacimento. La donna viene così annullata. Uomini violenti che spesso non pagano per i loro delitti, nelle maglie larghe di una giustizia che troppo spesso è debole con i forti e forte con i deboli. Allora dico: modifichiamo le leggi: chi ha esercitato violenza su una donna (sia se colto in flagranza di reato sia se denunciato con prove inconfutabili) deve andare anche lui a sovraffollare le carceri. Propongo di applicare a chi usa violenza su una donna le stesse norme che si applicano ai colpevoli di reati di mafia. Immagino e auspico per questi soggetti un bel regime carcerario da 41 bis, perché non possano comunicare dal carcere con l’esterno, perché così continuerebbero a fare danni. Alcuni di questi hanno problemi psichiatrici? Bene, prima ti butto in carcere e poi ti curo, ma non ti lascio libero per mietere altre vittime o per perseguitare la stessa vittima. Occorre farla finita con il buonismo, l’ipocrisia e la sociologia a buon mercato che tende a ricondurre la responsabilità individuale a una generica responsabilità sociale o di disadattamento psicologico. Questa mentalità è falsamente buonista, perché va bene per i violenti e colpisce una seconda volta le vittime, cioè sempre le donne. Su un tema così occorre schierarsi: sempre a favore delle vittime e contro i carnefici. Ripeto: 41 bis per chi commette violenza contro le donne, visto che la maggior parte delle violenze avviene tra le  mura domestiche. Altro che casa dolce casa”. Un boato investe la platea e le balconate dell’Aula, la partecipazione e la commozione sono al massimo, la manifestazione sta per finire con alcune comunicazioni di ulteriore mobilitazione contro le mafie.

 

Giovedì 19 marzo a Casal di Principe, sabato 21 marzo a Napoli

Luca Sabatano ha egregiamente moderato l’incontro. Senza di lui questa cosa non sarebbe nemmeno nata e non si sarebbe fatta. Gianni Solino rilancia: giovedì 19 marzo, fin dalle prime ore del mattino, tutti a Casal di Principe per ricordare don Peppe Diana, il sacerdote ucciso in sacrestia il 19 marzo 1994. E fanno 15 anni da quella morte che ha stimolato cittadini di quel territorio di avviare e far vivere il Comitato Don Peppe Diana, sviluppando iniziative antimafia ed entrando nei meccanismi della gestione dei beni confiscati ai Casalesi. Siamo tutti con il Comitato, saremo tutti a Casal di Principe. Come non ricordare la copertina dei ‘Ragazzi della terra di nessuno”, dove Gianni Solino riporta una sua frase al momento dei funerali di don Peppe Diana: “Perché piangevo, perché provavo dolore, tanta pietà? D’improvviso capii. Nella bara di don Peppe Diana c’ero io, la mia anima, i miei ideali, le mie speranze. Era la mia morte quella che piangevo. Ero stato ucciso ma non volevo morire”.

E infatti, dalla morte di don Peppe Diana alla frase di Solino a un vero proprio messaggio di speranza e di vita. E’ quello che emerge dagli studenti del Liceo Socio-Psicopedagogico di Caivano. Detto e fatto, con l’avallo del Preside Silvano Striato, viene organizzato un pullman per il 19. Sì, saremo tutti a Casal di Principe. Mi commuovo di fronte al volto di questi studenti, penso per un attimo alle nostre continue mobilitazioni, a Reggio Calabria, a Cosenza, a Catanzaro, a Locri e mi vengono in mente percorsi e impegno di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, dei tanti militanti e amici del fronte dell’antimafia calabrese, penso ad Aldo Pecora, portavoce del movimento ‘e adesso ammazzateci tutti’, penso a noi che non intendiamo mollare, penso per un attimo a coloro che invece sono caduti, penso a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. Penso che in quell’estate del 1992 ho finito le lacrime, penso che da quell’estate del ‘92 non ho festeggiato più nemmeno il mio compleanno l’11 marzo, ma quest’anno ho fatto un’eccezione perché qualcosa di eccezionale è cambiato nella mia vita. Penso a tutto questo in attimo.

Mi ridò forza. Al momento di chiudere annuncio: “A Casal di Principe ci sarà Giuseppe Lumia, senatore, Commissione Parlamentare Antimafia. Non è casuale che su miei tre libri sulle mafie le prefazioni sono tutte di Lumia, che per me e per molti di noi è il vero punto di riferimento nella lotta alle mafie. Noi che stiamo con Lumia siamo così: siamo per un’antimafia seria, rigorosa, non parolaia, concreta, capace di avviare percorsi e progetti. Siamo abituati ad andare nei territori infestati dalle mafie e parlare facendo nomi e cognomi dei mafiosi ‘ndranghetisti e camorristi, svelando delitti, affari, interessi di questi criminali che devono essere colpiti a uno a uno, senza pietà. Porto pertanto il saluto di Giuseppe Lumia dando a tutti appuntamento non solo a Casal di Principe, ma anche a Napoli, sabato 21 marzo, per la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Tutti gli anni, il primo giorno di primavera. Lo scorso anno eravamo a Bari, due anni fa a Polistena, quest’anno a Napoli: quando don Luigi Ciotti chiama, noi corriamo e ci siamo, ci saremo, finché le mafie non saranno battute”. (o.n.) 15 marzo 2009


STRAGE DUISBURG, CATTURATO G. STRANGIO

 Pignatone: è un grandissimo successo (leggi…)


RIPARTE ‘LA VOCE DI FIORE’, SI RAFFORZA LA RETE

(Da www.lavocedifiore.org) Fatta. Fatto. Raggiunto l’obiettivo, ripartiamo, ringraziando di cuore chi, con azioni e parole vere, ci ha sostenuto ogni giorno, per due lunghi mesi. Non siamo andati, come forse s’aspettava qualcuno.

Con una solidarietà straordinaria, tutta dal basso, deliberatamente assenti illustri protagonisti del dissenso civile italiano, su tutti Beppe Grillo, abbiamo recuperato il disavanzo di cassa maturato negli ultimi due anni; causato dall’isolamento in cui abbiamo operato.

Isolamento che ci ha visti sotto minaccia (di morte), sotto processo e sotto scacco, per mano di soggetti pericolosi, politici rampanti e imprenditori molto ambigui. Isolamento cancellato, oggi, dalla partecipazione concreta di migliaia di persone, ognuna delle quali ha dato il proprio contributo alla causa; versando o riportando il nostro appello su blog, pagine di Facebook, trasmissioni radiofoniche e altri canali.

Il libro su ‘ndrangheta e politica “La società sparente” (Neftasia Editore, Pesaro, 2007) è stato scaricato, sul sito di “la Voce di Fiore”, da 4.074 lettori.

La risposta al nostro appello va al di là dei numeri, delle cifre, degli aspetti materiali.

Esistiamo e possiamo proseguire nelle nostre iniziative: è stata salvata una voce libera, sganciata dal potere, critica e riflessiva. Una voce che ha il dovere di accogliere e rappresentare, come agli inizi, le istanze della parte più debole della società, e che intende promuoversi quale riferimento, mai l’unico, per i calabresi onesti e attivi. Consapevole della necessità di parola, di aggregazione, di confronto. Della necessità di superare divergenze e frizioni nell’antimafia civile; della necessità di rimanere uniti, pronti all’intervento, in primo luogo culturale.

Insieme, dobbiamo dimostrare che la Calabria non è solo terra di sangue e dolore, di affari ed abusi, disgrazie e rovinosa assistenza statale. Dobbiamo vigilare ed esprimere il bello e il buono della nostra terra, segnata da un’emigrazione imposta e progressiva.

In Calabria c’è una coscienza, e c’è un pensiero, oltre al «sole», al mare», alla «tradizione» e al «panorama», ricordati da Rino Gattuso in un recente spot televisivo. Ci sono, quindi, i monti, che non sono soltanto le barriere naturali dello sguardo proteso all’orizzonte.

C’è un aeroporto deserto, a Crotone, senza voli da mesi.

C’è, come fatto, la figlia dell’ex governatore Giuseppe Chiaravalloti, Caterina, giudice nel processo d’appello al consigliere calabrese Enzo Sculco, «condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per truffa, turbata libertà degli incanti, corruzione e concussione nell’ambito dell’inchiesta sulla Provincia di Crotone di cui era vicepresidente». Sculco è ora al suo posto di legislatore regionale.

Ci ha colpito molto la mobilitazione di gruppi e amici del Centro-Nord, come il silenzio e l’indifferenza di parte significativa dei giovani della nostra città, San Giovanni in Fiore (Cosenza) e di altri luoghi della Calabria. Altro elemento di riflessione è la richiesta di anonimato di alcuni che hanno donato dalla nostra terra. In ogni caso, il loro sforzo, come ha osservato l’acuto amico Roberto Galullo, i cui articoli riprenderemo su “la Voce di Fiore”, ci permette di esporci, di raccontare, di sensibilizzare.

Il laboratorio culturale antimafia “la Voce di Fiore” si apre al confronto e alla rete.

Primo, l’accesso all’editor del giornale a chi vuole collaborare alla lotta, anzitutto culturale, alle mafie, al malaffare politico, alle ingiustizie.

Secondo, proseguiamo come officina di idee, fabbrica di iniziative, snodo di percorsi. Di denuncia e reazione civile, informazione, approfondimento, proposta.

Terzo, ci concentriamo sulla Calabria, non dimenticando i grandi temi della globalizzazione, della decrescita serena, del rapporto fra etica e politica, del dialogo fra le religioni, della libertà, dell’eguaglianza, della giustizia sostanziale.

Grazie a chi ha creduto nelle nostre idee, nella nostra sincerità, nel nostro spirito civile.

«La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità» (Paolo Borsellino).

Emiliano Morrone, per i ragazzi di “la Voce di Fiore”, solo in quanto responsabile in tribunale dell’omonima testata

Elenco sostenitori:

Domenico Andreoli (Milano) 50 euro;

Francesco Caligiuri (Torino) 20 euro;

Mario Iaquinta (San Giovanni in Fiore) 100 euro;

Tiziana Aceto (Cosenza) 20 euro;

Donatore anonimo 60 euro;

Donatore anonimo 25 euro;

Massimiliano Palumbo (Mendicino) 10 euro;

Mita Borgogno (Rossano Calabro) 10 euro;

Orfeo Notaristefano (Roma) 100 euro;

Davide Rizzo 300 euro;

Fernanda Bilanzuoli (San Giovanni in Fiore) 100 euro;

Anna Rita Sarro (Torano Castello) 50 auro;

Vincenzo Mauro (San Giovanni in Fiore) 100 euro;

Giancarlo Contu 50 euro;

Bartolo Iamonte 50 euro;

Nicolò Conti 20 euro;

Luigi Resta e Angela Greco 20 euro;

Pasquale Tiano (San Giovanni in Fiore) 50 euro;

Donatore Anonimo (Rocciola Sorda - Ragusa) 25 euro;

Paolo (Verona) 10 euro;

Emmanuele Angione (Regno Unito) 100 euro;

Francesco Nava (Pordenone) 50 euro;

“Gioacchino” (San Giovanni in Fiore) 15 euro;

Donatore anonimo (ricarica on line) 50 euro;

Samanta Di Persio (Pescara) 10 euro;

Paolo Militerno (Roma) 200 euro;

Due donatori (vicini a “Legalità e Giustizia” di Verona) 100 euro;

Walter Cano 50 euro;

Mariaelena D’Ippolito e Domenico Fazio 50 euro;

Paolo Morelli e Barbara Carapia 100 euro;

Giovanni Schiava (Taurianova) 30 euro;

Donatore anonimo (Sant’Eufemia di Lamezia) 50 euro;

Giuseppe Piazzolla (Milano) 100 euro;

Egidio Invernizzi (Bergamo) 50 euro;

Francesco Laratta (membro della commissione parlamentare Antimafia) 500 euro;

Francesco Spina e Maria Perri (San Giovanni in Fiore) 50 euro;

Luca Ciompi 15 euro;

Donatore Anonimo (Ricarica uff. postale Cirò Marina) 20 euro;

Movimento Ammazzateci Tutti 500 euro;

Giovanni Coscarelli (San Giovanni in Fiore) 10 euro;

Antonino Monteleone (Reggio Calabria) 50 euro;

Antonio Tursi (Cosenza) 20 euro;

Marco Marchese (Fuscaldo CS) 50 euro;

Laura La Versa (Messina) 20 euro;

Grazia Degl’Innocenti (Bologna) 50 euro;

Michele Creazzo (Molochio RC) 15 euro;

Massimo Garritano (Rende CS) 25 euro;

aiellocalabro.blogspot.com 30 euro;

Riccardo Crisiano (Nocera Terinese CZ) 50 euro;

Alessandro Coppa (Firenze) 20 euro;

Johannes Kurzeder (Modena) 20 euro;

Marco Frescura 50 euro;

Giuseppe Marra 30 euro;

Gaia Raisoni 15 euro;

Marco Militerno (Bologna) 50 euro;

Mario Congiusta (Siderno RC) 50 euro;

Maria Emanuela Massari (Forlì) 20 euro;

Michele Capaccioli (Milano) 30 euro;

Stefano Romeno (Cham, Svizzera) 20 euro;

Veronica Siracusano (Messina) 20 euro;

Giovanni Palmieri (Roma) 10 euro;

Luciana Ciolfi (Salandra MT) 50 euro;

Marco Bertelli (Goettingen GERMANIA) 50 euro;

Susanna Amelia Ambivero (Cologno Monzese MI) 50 euro;

Marco Magagnoli 40 euro;

Maria Teresa Federe 150 euro;

Cristina Villa e Giancarlo Contu (Genova) 20 euro;

Riccardo Baldini 20 euro;

Luciano Crimi 10 euro;

Pasquale Biafora 50 euro;

Domenico Rosselli e Maria Giuseppa Fiore 15 euro;

Stefania Iorfida 10 euro;

Ernesto Pastore 15 euro;

Lucio Basile (Lerici, Sp) 10 euro;

Donatore anonimo (ricarica uff. postale Trento) 30 euro;

Donatore anonimo (ricarica uff. postale Roma Laurentino) 30 euro;

Donatore anonimo (ricarica on line) 10 euro;

Giorgio Riccardi (Trento) 30 euro;

Marco Martina (Roma) 50 euro;

Fulvio Mazza (Rende, Cs) 25 euro;

Maria Emanuela Massari (seconda donazione) (Forlì) 20 euro;

Rosalba Bonomo Leoni 20 euro;

Donatore anonimo (Ricarica Uff. postale Cesano Maderno) 20 euro;

R. TILARO (Edinburgh, East Lothian) 10 euro;

Federico Peretti (Pisa) 10 euro;

Walter Cano (Treviglio BG - seconda donazione) 20 euro;

Francesco Caruso (già deputato di Rifondazione comunista) 10 euro;

Vittorio Casprini (Montevarchi AR) 30 euro;

Katalin Stipsicz (Casamicciola Terme NA) 10 euro;

Antonella Zaccardi (Como) 10 euro;

Christian Garaffa (Trecate NO) 50 euro;

Stefano Gardin (Vercelli) 50 euro;

Maurizio Mari (Modena) 30 euro;

Anna Maria Livierato (Genova) 20 euro;

Maria Teresa D’Eugenio (Teramo) 50 euro;

Marco Sacchetti (Arezzo) 25 euro;

Antonio Cafarella (Udine) 10 euro;

Giuseppe Ielpa (Cosenza) 10 euro;

Gianluca Passarelli (Bologna) 25 euro;

Salvatore Perri (Bologna) 25 euro;

Donatore anonimo (Ric. ufficio postale Quadrivio) 10 euro;

Romano Patriarchi e Paola Maria Magni 20 euro;

Domenico Aloisio (Catania) 10 euro;

Sante Ginnoccaro (Bari) 10 euro;

Christian Fabbris (Dalmine BG) 10 euro;

Silvio Iarni (Gizzeria Lido, Cz) 15 euro;

Dalla Sicilia 10 euro;

Francesco Ghensi 20 euro;

Maria Guarneri 50 euro;

Luciano Nigro 30 euro;

Antonio Bisinella 20 euro;

Antonella e Marina Miliana 20 euro;

Maria Luisa e Paolo Sbacchi 20 euro;

Cleminia Mattei (Roma) 10 euro;

Tiziana Bartolotta (Stefanaconi VV) 10 euro;

Gianni Bartolotta (Stefanaconi VV) 50 euro;

Cosimo Damiano Curiale (Riace RC) 10 euro;

Michele Labriola (Potenza) 15 euro;

Donatore anonimo (Ricarica uff. postale Gela) 15 euro;

Donatore anonimo (Ricarica on line) 10 euro;

Donatore anonimo (Ricarica uff. postale Cinecittà est) 50 euro;

Donatore anonimo (Ricarica uff. postale Serrastretta CZ) 40 euro;

Donatore anonimo (Ricarica on line) 10 euro;

Donatore anonimo (Ricarica uff. postale Nubia) 20 euro;

Donatore anonimo (Ricarica uff. postale Massafra) 10 euro;

Donatore anonimo (Ricarica uff. postale Paola) 10 euro;

Marie Thérèse Magne (Biot FRANCIA) 10 euro;

Paolo Musacchio (Cosenza) 10 euro;

Teresa Figliuzzi (La Spezia) 10 euro;

Ettore Marini (Fano) 50 euro;

Antonio Guarro 100 euro;

Vittorio Gasparrini (Firenze) 20 euro;

Daniele Sicilia 10 euro;

Domenico Angotti 10 euro;

Santi Calabro 20 euro;

Davide Marino 20 euro;

Silvio Ianni 15 euro;

Francesco Zampognaro 10 euro;

Emanuela Rossini 20 euro;

Vincenzo Foti e Maria Della Foresta 20 euro;

Simona Bertolasi 15 euro;

Claudio Pagnani 10 euro;

Fabio De Riccardis (emigrato in Germania) 10 euro;

Giorgio Durante (Cosenza) 10 euro;

David D’Ippolito (Lamezia Terme) 50 euro;

Salvatore Moscato (Vibo Valentia) 10 euro;

Angelo Ferente (Massafra) 5 euro;

Biagio Zanon (Capurso BA) 10 euro;

Fabio Ardilli (Soliera MO) 10 euro;

Teresa Batista Stanca (Roma, Piazza Farnese) 30 euro;

Enzo Campagna 50 euro;

Donatore anonimo 50 euro;

Domenico Pugliese 20 euro;

Vittoria Bollettieri 20 euro;

Maria Pia Saraceni (Roma) 100 euro;

Francesco Siciliano (Rende CS) 50 euro;

Albina Colella (Carovigno BR) 20 euro;

Stefano Gabriele (Orbassano TO) 5 euro;

Ricarica carta (Forlì) 10 euro;

Ricarica carta (on line) 20 euro;

Ricarica carta (Taranto) 30 euro;

Ricarica carta (Lauria sup.) 10 euro;

Ricarica carta (Catanzaro) 20 euro;

Ricarica carta (on line) 20 euro;

Ricarica carta (on line) 10 euro);

Vincenzo Cicconi (Teramo) 20 euro;

Salvatore Borsellino 500 euro;

Massimiliano Mostardi (Montelparo AP) 30 euro;

Michael Frassi (Brescia) 5 euro;

Maria Strada (Milano) 15 euro;

Guido Canciani (Viareggio LU) 20 euro;

Antonio Grasso (San Damiano D’Asti AT) 15 euro;

Ricarica carta on line 10 euro;

Ricarica carta on line 10 euro;

Ricarica carta on line 25 euro;

Ricarica carta on line 15 euro;

Ricarica carta da uff. postale Pantelleria 50 euro;

Paola Barbati (Milano) 10 euro;

Stefano Di Nolfo (Raffadali AG) 20 euro;

Vincenzo Trotta (Evere BELGIO) 100 euro;

Teresa Batista Stanca, seconda donazione, (Roma) 150 euro;

Raffaele Zenardi 20 euro;

Fabio Paternoster 100 euro;

Roberto Atenasio e Rita Marsala 10 euro;

Roberto Monaco 20 euro;

Raffaele Spada e Feliciana Gallo 100 euro;

Vincenzo Cito 10 euro;

Rita Chela 300 euro;

Ettore Guadagnino (Celle Ligure SV) 20 euro;

Davide Gullo (Reggio Emilia) 10 euro;

Cristina Cainelli 30 euro;

Rosalba Bonomo Leoni 50 euro;

Mario Ippolito e Annunziata Laquale 20 euro;

Marino Festuccia (Rieti) 20 euro;

Alessandro Coppa (Firenze) 10 euro;

Silvana Massa (Imperia) 30 euro;

Domenico Mazza (Wettingen, Svizzera) 9,41 euro;

Daniele Simoncini 100 euro;

Geologo Mario Pileggi 30 euro;

Ricarica carta on line 10 euro;

Giancarlo Contu e Cristina Villa (Genova), III donazione, 50 euro;

Caterina Regimenti 10 euro;

Ricarica poste pay 15 euro;

Ricarica poste pay 20 euro;

Angela Ethel Chiodelli (Bergamo) 60 euro;

Marie-Thérèse Magne (Francia) 50 euro;

Ricarica poste pay 10 euro;

Anna Rita Sarro (Torano Castello - seconda donazione) 20 euro;

Anna Rita Sarro (Torano Castello - terza donazione) 21,59 euro;

Giovanni Sindoni (Oxford) 25 euro;

Delfo Frusone 100 euro;

Federica Cola 20 euro;

Rosalia Tedeschi 30 euro;

Alfredo Viafora (Dipignano CS) 10 euro;

Kristel Kaaber (Roma) 10 euro;

Francesco Vico (Terni) 5 euro;

Stefano Marchetti 100 euro;

Stefano Marchetti 50 euro, seconda donazione;

Paolo Militerno (Roma) 500 euro, seconda donazione;

Gianluca Iovine e Claudia Carlino (Napoli) 50 euro;

Denise Fasanelli (Trento) 50 euro;

Ricarica carta on line 15 euro;

Ricarica carta on line 15 euro;

Ricarica carta (Fisciano) 10 euro;

Ricarica carta (Carcare) 10 euro;

Giuseppe Fortugno 25 euro;

Amici di Pino Masciari 200 euro;

Alessandra Carbonelli 15 euro;

Marco De Donato 20 euro;

Enza Ferrarelli e Giovanni Iaquinta 30 euro;

Donatore calabrese residente all’estero 100 euro;

Michele Cagnazzo 100 euro;

Michele Capaccioli 99 euro;

Mario Basile (San Giovanni in Fiore) 20 euro;

Chiara Iaquinta (Bologna) 30 euro;

totale al 23 febbraio 2009, ore 13,00

10.050 euro


“NO A TUTTE LE MAFIE”. CROTONE IN CORTEO

Uno striscione per ringraziare giudici e magistrati (leggi…)