Archivio per Dicembre, 2009

COCAINA CONNECTION TORNA A LAMEZIA T.

21 dic. 20,45 City One www.lamezia.tv (leggi…)


GIUSEPPE LUMIA: “UN ESEMPIO DA SEGUIRE”

Sulla vicenda della cooperativa ‘Il Gabbiano’ interviene l’Antimafia . (leggi…)


LAMEZIA TERME: INTERVENTO A ‘COCAINA CONNECTION’

27 novembre 2009 - Iniziativa di ‘Ammazzateci tutti’, con Alessandro Pecora e Ciccio Blaganò. Intervento di Orfeo Notaristefano. Siamo qui, a distanza di circa un anno dalla presentazione della seconda edizione di Cocaina connection. Era il 2 dicembre 2008. Presentai questo libro a Roma, assieme a Giuseppe Lumia, autore della prefazione. 22 giorni fa, il 5 novembre, l’Osservatorio Europeo sulle Droghe e Tossicodipendenze (OEDT) ha reso noti i dati sulla diffusione delle droghe in Europa. Ho riscontrato che parte dei dati sono già compresi in questo libro. La seconda edizione, infatti, aveva proprio lo scopo di fornire ai lettori l’aggiornamento sulla diffusione delle droghe e sul cambiamento ‘geografico’ dei circuiti del narcotraffico internazionale.
Ebbene, un anno dopo l’uscita del libro, si confermano, con piccole variazioni, dati, tendenze, problemi, quasi una fotocopia del quadro che emergeva nel libro un anno fa.
E allora, per sommi capi, vediamoli questi dati recenti: circa 74 milioni di persone hanno provato, almeno una volta nella vita, la cannabis, 13 milioni la cocaina, 10 milioni l’ecstasy, un milione e mezzo sono dipendenti dall’eroina. Ma la buona notizia e’ che la cannabis, la sostanza illecita più diffusa in Europa, comincia a perdere appeal e questa tendenza è visibile soprattutto tra i teenager; anche in Italia, dove il consumo di spinelli in generale aumenta, tra i ragazzi di 15-16 anni nel 2008 è diminuito.

Alcuni effetti di alcune droghe
COCAINA - Secondo i dati dell’Oedt, la cocaina si conferma la sostanza stimolante più popolare in Europa, dove 7,5 milioni di giovani (15-34 anni) l’hanno provata almeno una volta e 3 milioni l’hanno usata nell’ultimo anno. L’Italia si conferma tra i Paesi a più forte consumo insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda, e Regno Unito: in questa cinquina, avverte l’Oedt, nell’ultimo anno l’uso tra i giovani si è attestato tra il 3,1% e il 5,5%, e comunque nella maggior parte degli altri Paesi europei si registra una tendenza alla stabilizzazione o all’aumento nella fascia d’età 15-34 anni. Ma in Italia, avverte il Dipartimento, nel 2008 i ragazzi tra 15 e 19 anni hanno diminuito i consumi di cocaina così come di eroina. In aumento anche i sequestri di cocaina benché il quantitativo complessivo recuperato si sia ridotto. Tra i pazienti che entrano per la prima volta in terapia per disintossicarsi, il 22% ha indicato la cocaina come sostanza primaria. Nel 2007 sono stati segnalati circa 500 decessi associati al consumo di questo potente stimolante (costa tra 44 e 88 euro al grammo). Se la cocaina, insieme all’amfetamina, primeggia come stimolante nell’Europa occidentale, la metamfetamina si appresta però, secondo l’Oedt, a prendere piede in misura significativa in questo ricco mercato, grazie anche alla facilità con cui può essere prodotta. Storicamente, l’uso di questa sostanza si concentra nella Repubblica ceca, dove sono stati individuati quasi 400 piccoli laboratori di metamfetamina. Ma nell’ultimo anno la disponibilità di questo stimolante sta aumentando in
alcune zone dell’Europa del Nord, come Svezia e Norvegia.
EROINA - E’ l’altro ”punto debole” dei consumi in Europa, dove da 1,2 a 1,5 milioni di persone hanno problemi con questa sostanza e in generale si registra un aumento di chi la usa e delle richieste di trattamento. In Italia, secondo il rapporto Ue, circa 6 persone su mille della fascia di età 15-64 anni sono consumatori problematici di eroina, una percentuale che la colloca ai “piani alti” della classifica. Anche i decessi per overdose mostrano di nuovo un andamento al rialzo in Europa. Nel 2007, nell’Ue più la Norvegia sono state sequestrate 8,8
tonnellate di eroina. Il prezzo medio di un grammo di eroina brown, la più diffusa, oscilla tra 14 e 119 euro.
CANNABIS - Resta la droga più comunemente usata in Europa, con circa 22,5 milioni che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. Tuttavia, la sua popolarità sembra cominci a calare, soprattutto fra i giovani, anche se il numero di consumatori intensivi resta alto: è possibile, avverte l’Oedt, che sino al 2,5% dei giovani europei (15-34 anni) consumi cannabis tutti i giorni. L’Italia si colloca tra i Paesi dove il consumo è più alto: al primo o secondo posto tra gli adulti che l’hanno usata una tantum, nell’ultimo anno o nell’ultimo mese, lo stesso tra i giovani (15-34 anni) ed è tra i Paesi a più alta prevalenza anche nella fascia 15-24. L’aumento e’ confermato anche dalle più recenti stime del Dipartimento nazionale, tranne che per i ragazzi di 15-16 anni, che avrebbero diminuito i consumi di cannabis. Il prezzo medio dell’hashish nei Paesi Ue oscilla tra 3 e 11 euro al grammo, della marijuana tra 1 e 12 euro. Ma sulla cannabis occorre fare qualche precisazione: la cosiddetta ‘droga leggera’ ha da qualche anno una pericolosità maggiore rispetto al passato: Esistono diverse varietà di canapa, alcune destinate ad usi agroindustriali con contenuto trascurabile di THC, e altre varietà destinate a produrre droga. I preparati psicoattivi, cioè in grado di interferire con le funzioni neuro-psichiche, contengono delta-9 tetraidrocannabinolo (THC) uno dei maggiori principi attivi della cannabis. Hashish, marijuana e olio sono le principali droghe ricavate dalle foglie, dalle infiorescenze femminili e dalla resina della pianta. La potenza della cannabis disponibile sul mercato è decisamente aumentata rispetto a quella degli anni ‘70. Nel commercio al dettaglio si può trovare hashish con un contenuto medio di THC pari al 10%, marijuana con THC medio del 5%, e la sansimiglia (tipo di marijuana fatta con le sole infiorescenze femminili) con THC medio del 12%. Insieme al tabacco, all’alcol e alla caffeina, la cannabis è la droga più utilizzata e diffusa a livello mondiale. I prodotti della cannabis e il THC sono sostanze illegali sottoposte a controllo internazionale.
ECSTASY - Circa 10 milioni di adulti l’hanno provata, 2,5 milioni nell’ultimo anno. Il consumo e’ più diffuso tra i giovani. Ma la tendenza è alla stabilizzazione se non alla diminuzione in Europa. Il rapporto europeo dedica un’attenzione particolare alla poliassunzione: uno studio recente rivela che circa il 30% degli studenti europei di 15-16 anni aveva consumato due o più sostanze nel mese precedente, con 91 combinazioni differenti. L’Osservatorio lancia infine un allarme sui prodotti ‘Spice’, venduti su Internet: nell’etichetta c’e’ scritto che contengono solo erbe, ma spesso nascondono cannabinoidi sintetici, cioè sostanze create in laboratorio che provocano effetti simili a quelli della cannabis e che non sono state testate sugli uomini.

Poliassunzione minaccia per la salute
I dati evidenziano che nel Vecchio continente la cosiddetta “poliassunzione” con l’uso combinato di diverse sostanze causa o complica i già difficili problemi da affrontare sul fronte della lotta alla droga e della tutela della salute.
Nella relazione di quest’anno al problema della poliassunzione è dedicato un documento specifico, che offre una panoramica di questo
comportamento tra giovani studenti di 15-16 anni, ma anche tra giovani adulti 15-34enni e consumatori problematici di stupefacenti. Fra gli studenti più giovani interpellati in 22 Paesi, il 20% ha riferito un consumo di alcol e sigarette nell’ultimo mese; il 6% di cannabis con alcol e/o sigarette; l’1% di cannabis con alcol e/o sigarette più un’altra sostanza, dall’ecstasy all’eroina. La ricerca indica che tra gli studenti la poliassunzione può aumentare il rischio di effetti tossici e problemi cronici di salute negli anni a venire.
Tra i giovani adulti (15-34 anni) la poliassunzione è un sintomo di abitudini più radicate di consumo di sostanze e comporta rischi maggiori. I ‘forti’ consumatori di alcol hanno una probabilità da 2 a 6 volte superiore di aver fumato cannabis nell’ultimo anno rispetto ai coetanei, e da 2 a 9 volte maggiore di aver usato cocaina.
Internet è un mercato sempre più importante per la vendita di sostanze psicoattive che rappresentano un’alternativa legale allo ’sballo’. Una piazza virtuale che consente ai rivenditori di offrire a un vasto pubblico sostanze alternative e aggirare i controlli. Dai dati emerge che il controllo di Internet rappresenta anche per i ricercatori un “elemento sempre più importante per individuare le nuove tendenze delle droghe”. Nel 2009 l’Osservatorio ha condotto un’indagine su 115 negozi online in 17 Paesi dell’Ue. La maggior parte dei venditori individuati si trovava nel Regno Unito (37%), in Germania (15%), nei Paesi Bassi (14%) e in Romania (7%).

L’insidia Internet
L’ampia varietà di sostanze messe in vendita va dalle droghe tradizionali usate in alcune parti del mondo, a sostanze di sintesi ottenute in laboratorio e non testate sull’uomo. Tra i nuovi prodotti messi in vendita quest’anno vi sono le cosiddette ‘party-pills’ (droghe ricreative), contenenti alternative legali alla sostanza di recente individuazione benzilpiperazina (bzp). Tra le altre novità di mercato, i marchi differenti e le confezioni attraenti. Un esempio tipico è il prodotto a marchio ’spices’, spesso venduto come incenso. Le informazioni riportate sulla confezione sostengono che si tratta di una miscela di erbe o piante “fino a 14 ingredienti”, ma i test hanno dimostrato che spesso contengono cannabinoidi sintetici. Prodotti che hanno allarmato diversi Paesi, che hanno deciso di bandire o intraprendere azioni legali anti-spices.
“I tentativi di eludere i controlli sulle droghe commercializzando sostanze sostitutive - spiega il direttore dell’Osservatorio, Wolfgang Gotz - non sono nuovi. Ciò che è nuova è l’ampia gamma delle sostanze attualmente individuate, la commercializzazione aggressiva di prodotti con etichettature errate, l’utilizzo crescente di Internet e la velocità con cui il mercato reagisce alle misure di controllo”.
E, a proposito di Internet, parliamo un attimo di I-Doser: sono alcuni file audio a bassa frequenza, scaricabili con il computer, che potrebbero produrre effetti paragonabili a quelli della cocaina, dell’eroina, dell’Lsd, della marijuana o dell’ecstasy. L’associazione dei consumatori Aduc e il ‘Telefono Antiplagio’ sostengono che non ci sono evidenze scientifiche alla base di questo fenomeno di cyber-droga. Potrebbe essere un bufala. Resta tuttavia la gravità del tentativo da parte di gruppi informatici di indurre dipendenza attraverso questi file. Bufala o no, il primo messaggio di prevenzione è quello di tenersi lontani dalla prima volta, perché dopo la prima volta può esserci una seconda, una terza e così via, fino alla dipendenza conclamata. A tale proposito, ho trovato sconvolgente la testimonianza di Marco Salvia, raccontata sull’Unità del 30 luglio dello scorso anno. Salvia, venuto a conoscenza di questo nuovo fenomeno, ha deciso di provare su se stesso, essendo scettico: “scarico la dose di Morphine drg, e, alquanto perplesso, la sparo nelle cuffie. Immediatamente, la sensazione è alquanto atipica –racconta Salvia- mai sentito come suono nulla del genere, mi concentro sul corpo e sulla mente per valutare con distacco se effettivamente qualche effetto si produce, anche se sono convinto che il punto sia altro, educativo, basato su quello che comunichiamo ai nostri ragazzi con tali iniziative, più che su un presunto effetto.
Tuttavia, a mano a mano che il dosaggio continua a riversarsi sul mio cervello, e si scarica in me, il display segnala 5%, 10%, 15% e comincio a sentirmi davvero strano. Ho dei pizzicori in tutto il corpo, mi gira la testa, e, arrivato al 25%, mi viene anche da vomitare. A 28% ne ho abbastanza, stacco e mi accorgo che sto male, la frequenza è irregolare e il mio viso è divenuto rosso come se avessi preso il sole. Una sensazione spiacevole e di disagio mi invade, ma che diavolo succede? Non lo so! E’ la spaventosa risposta che posso darmi. E, come non lo so io, non devono aver saputo cosa gli accadeva migliaia di ragazzi soli, chiusi nelle loro stanzette davanti al pc, e devono aver avuto paura”.
Paura della dipendenza, paura delle dipendenze, aggiungo io, e noi siamo qui oggi proprio per continuare la lotta contro le dipendenze dalle droghe illegali e legali, tutte le dipendenze, compresa quella del Gioco d’Azzardo Patologico (GAP), che miete vittime da anni e che produce un notevole giro di affari per la criminalità organizzata che lo gestisce. Criminalità organizzata che si infiltra, ovviamente, anche nei Casino.
Ma le dipendenze non sono solo dalle sostanze, spesso si è dipendenti anche dalle abitudini: pensate che a Roma, al Policlinico Gemelli, all’interno del day hospital psichiatrico, è nato un centro specifico per la cura del disturbo per dipendenza da Internet (IAD, Internet Addiction Disorder). Fenomeno diffuso soprattutto tra i giovani, e non solo. Spiegano al Gemelli come curano le dipendenze dal Web: Il protocollo di intervento presso il centro romano si avvale di tre fasi sequenziali. Una prima fase prevede un colloquio che permette di confermare o meno la dipendenza da Internet, una seconda fase costituita da incontri che permettono di individuare la terapia opportuna seguita da un’ultima fase di inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione con lo scopo di riallacciare contatti sociali nel mondo reale, esterni quindi alla realtà virtuale.
La Facebookmania, è una delle dipendenze più diffuse. In Italia Facebook conta più di 4 milioni di iscritti e, considerando le stime riportate nel comunicato stampa del centro che prevedono la possibilità per circa il 10% di diventarne dipendenti, è possibile immaginare la quantità di social network-addicted che potrebbero avere in futuro, bisogno di questo centro di cura.

GOETZ (OEDT), SITUAZIONE STABILE MA CONSUMI ELEVATI
(ANSA) - BRUXELLES, 5 NOV - La situazione dei consumi di
sostanze stupefacenti in Europa, almeno per quanto riguarda le
droghe tradizionali, sembra essersi stabilizzata ma e’ su
livelli troppo elevati: lo ha detto Wolfgang Goetz, direttore
dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle
tossicodipendenze, presentando stamani nella sede del Parlamento
Ue la Relazione annuale 2009 dell’Oedt.
”Non si assiste nel complesso - ha spiegato - ad aumenti
significativi dei consumi di sostanze” come cocaina, eroina o
cannabis (per la quale si registra una tendenza al calo, ha
detto), ma ”il fenomeno della droga - ha aggiunto - e’ in
costante evoluzione e sono tante le nuove sfide che abbiamo
davanti”. A cominciare, ha spiegato, dalle droghe sintetiche,
dove il mercato cambia in continuazione per sfuggire ai
controlli.
Goetz ha sottolineato l’importanza degli interventi di
riduzione del danno e del trattamento delle tossicodipendenze,
che in Europa, ha detto, ‘’sono sempre piu’ collegati e spesso
vengono erogati dallo stesso servizio”. (ANSA).
Questa panoramica sulla situazione a novembre 2009 è la conferma dei dati contenuti nella seconda edizione di ‘Cocaina connection’, che erano aggiornati al novembre 2008. Un anno fa nel libro si affermava che le dinamiche dei consumi devono essere tenute sotto continuo monitoraggio, per capire in anticipo tendenze e andamenti, specialmente nell’età dell’adolescenza e della gioventù. Nella seconda edizione del libro (la prima edizione è del luglio 2007) compaiono aggiornamenti sui consumi di droghe illecite e lecite in Italia e in Europa, nonché documenti sulle azioni di recupero per i tossicodipendenti e un’intervista ad Alfio Lucchini, Presidente di Federserd, la federazione dei servizi ai tossicodipendenti. La seconda edizione focalizza poi le nuove rotte del narcotraffico con base nel Nord Africa, in Paesi dove già sono drammatiche le condizioni di vita di quelle popolazioni, falcidiate da guerre, miseria e Aids. Svelata anche la strategia movimentista della ‘ndrangheta che, per quanto riguarda gli approvvigionamenti, ha diversificato e potenziato coltivazioni e controllo del mercato, aggiungendo al tradizionale accordo con i cartelli colombiani, sconfinamenti in altri Paesi dell’America Latina, in particolare nel Messico, come spiega Nicola Gratteri,
Nella nuova prefazione, Lumia afferma tra l’altro: “Dopo l’omicidio Fortugno, in Calabria non si può più tergiversare in ritardi e connivenze. Così come dopo la strage di Duisburg non si può ritornare alle vecchie letture delle faide, svilendo il carattere affaristico e globalizzante dei locali presenti anche a San Luca e negli altri Paesi dell’Aspromonte. E’ necessario, inoltre, comprendere le strategie che hanno consentito, anno dopo anno, collusione dopo collusione, sottovalutazione dopo sottovalutazione, la capacità della ‘ndrangheta di farsi direttamente, e senza mediazioni, impresa e politica”.
Nella nuova introduzione (Un anno di insostenibile pesantezza), ripercorro i 14 mesi che separano la prima dalla seconda edizione, ricostruendo gli eventi nei quali il libro è stato strumento di lotta contro le mafie e, al tempo stesso, messaggio di speranza per i tossicodipendenti che vogliono liberarsi dalle droghe.
“Uscire dalla droga si può”. Questo è il primo messaggio di speranza, a patto che il tossicodipendente ammetta la sua malattia e si collochi in un circuito virtuoso, aiutato da strutture e centri di recupero. Il potenziamento e la riqualificazione dei Sert, nonché il sostegno alle comunità terapeutiche, specialmente nelle regioni del Sud dove queste strutture sono più carenti, è l’impegno che lo Stato e le Regioni devono assumersi da qui ai prossimi mesi e anni.
Il secondo messaggio: contro il traffico internazionale di stupefacenti occorrono strategie e azioni degli Stati, delle Istituzioni pubbliche, delle forze politiche e della società civile per fare barriera, per arginare la pericolosa penetrazione delle organizzazioni criminali. La ‘ndrangheta si è ormai internazionalizzata, modernizzata, fornisce lei le droghe alle altre mafie. E contro la ‘ndrangheta, ormai globalizzata, non si può che mettere in campo una lotta globale, senza esclusione di colpi, capace di colpire in Italia e all’estero i collegamenti che la ‘ndrangheta ha stabilito con i narcos colombiani, messicani e con le nuove mafie dell’Est europeo e dell’Estremo oriente. Una guerra di lungo periodo che deve vedere impegnati tutti noi in un vasto fronte antimafia capace di togliere ai boss l’aria da respirare.

‘Lilly, li dovevano arrestare, Lilly ti dovevano guarire‘
Il libro ha attraversato in questi mesi quasi tutti i territori da Roma fino alla Sicilia e ha navigato molto su Internet. L’impostazione di fondo nella lotta alle droghe resta la stessa: né repressione, né permissivismo, ma responsabilità. “Il Sud non crescerà senza la legalità”, la citazione di Luca Cordero di Montezemolo, che compariva come frase-dedica nella prima edizione, è richiamata, ma sostituita dal testo integrale della canzone ‘Lilly’ di Antonello Venditti (1975), un urlo d’amore per una ragazza vittima dell’eroina. Due strofe sono sottolineate: ‘Lilly, li dovevano arrestare, Lilly ti dovevano guarire‘. Sta tutto qui il significato di questo libro: senza pietà contro i narcotrafficanti, mafiosi ‘ndranghetisti: vanno colpiti ad uno ad uno; recupero, cura e reinserimento per chi è caduto e ha bisogno di aiuto per rialzarsi. La nostra cultura è questa”.
Numeri pesanti, quindi, in ‘Cocaina connection’. Pesanti non solo per la diffusione delle droghe, ma soprattutto per il volume di affari, per i giri finanziari della ‘ndrangheta, che, attraverso il controllo e la gestione del traffico mondiale di stupefacenti, introita qualcosa come 40 miliardi di euro all’anno, un’ingente massa finanziaria che la ‘ndrangheta poi reinveste in altre attività imprenditoriali e commerciali. Nel libro sono citati episodi, fatti, circostanze che dimostrano l’espansione tentacolare della ‘ndrangheta calabrese fuori dalla Calabria, nel Centro Nord dell’Italia e fuori dall’Italia, soprattutto verso l’Est, con collegamenti nelle Americhe.
E’ un errore pensare che le mafie siano attive soltanto nelle regioni del Mezzogiorno. Ormai hanno sconfinato, si sono collegate con le mafie dell’Est europeo e dell’Estremo Oriente. Si sono globalizzate. Il singolo tossicodipendente che, in qualsiasi parte d’Italia, acquista una dose di cocaina finanzia la ‘ndrangheta calabrese, una tra le mafie più forti e ramificate a livello internazionale. E’ come se le famiglie dei tossicodipendenti, anche se lontane dalla Calabria, avessero la ‘ndrangheta in casa.
Vedete, io sono calabrese, vivo a Roma da 50 anni, lì ho il lavoro, ma non ho mai smarrito la via per la Calabria. I miei ritorni qui sono continui, proprio per sviluppare la cultura della legalità, contro le mafie, contro la ‘ndrangheta in particolare. Ovviamente, non sono qui per spiegare a voi che cosa è la ‘ndrangheta oggi, perché lo sapete meglio di me. Potrei fare un elenco infinito di episodi criminali verificatisi a Lamezia e in Calabria in questi ultimi mesi e anni, nonché un elenco di intimidazioni e di morti ammazzati. Ve li risparmio questi elenchi: li conosco io, li conoscete voi. Ma al Sindaco Gianni Speranza esprimo la solidarietà tutt’altro che formale per le recenti intimidazioni che ha ricevuto per vicende di edilizia abusiva. E all’inizio di questo mese una grave intimidazione, sempre a Lamezia, è giunta a don Giacomo Panizza della comunità Progetto Sud, aderente al Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza. Fatti gravi, indicativi della mentalità ‘ndranghetista che vuole avvelenare Lamezia Terme per tenerla sotto il suo controllo. Sono questi i locali di ‘ndrangheta, pezzi di ‘ndrangheta che spadroneggiano sui nostri territori e sui nostri mari. Sono riusciti anche a toglierci la bellezza e la storica pulizia dei nostri mari con le loro ‘navi dei veleni’. Ma il 4 e il 24 ottobre, ad Amantea io c’ero: ho visto 30 mila persone provenienti da tutta Italia oltre che ai calabresi, uomini, donne, ragazzi perbene: la risposta è stata fortissima e chiara. Non si molla, andremo avanti finché lo Stato non interverrà accanto alla Regione Calabria per rimuovere le navi e per bonificare i territori compromessi dagli scarichi dei rifiuti e dall’uso intensivo e improprio delle cave abusive. Non è casuale, infatti, che la Camera abbia approvato l’11 novembre, con voto bipartisan, la mozione con la quale il Parlamento impegna il Governo “ad intraprendere ogni opportuna iniziativa capace di rafforzare le misure poste a tutela della salute dei cittadini e dell’ecosistema marino, allo scopo, anche prevedendo una specifica attività di ricognizione sugli altri siti marini indicati come luoghi di affondamento di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi”.
E ad Amantea il 24 ottobre c’eravamo tutti, a dimostrazione del fatto che anche in Calabria qualcosa si sta mettendo in movimento, più di qualcosa. E non c’è dubbio che la scossa forte l’hanno data, dopo il delitto Fortugno, i “ragazzi di Locri”, con il loro movimento “Ammazzateci tutti”, che ha dato una spinta anche ad altre realtà, ad altri gruppi, ad altre associazioni, numeri e persone contro le mafie, come “Libera” di don Luigi Ciotti. Dal 16 ottobre 2005 a oggi, siamo riusciti almeno nell’intento di fare rete, promuovendo ancora di più iniziative e facendo un uso intelligente del Web, come chiunque di voi può verificare. In Calabria, a differenza della Sicilia, c’è una ‘ndrangheta sempre più forte e un movimento antimafia ancora debole, che però vogliamo e dobbiamo rafforzare.
“Questo libro svela scenari inquietanti sulla connection tra droghe e mafie, su altre connection. Questo non è un trattato sulle droghe, ma un libro di lotta alle droghe e alle mafie: indica ai tossicodipendenti alcuni percorsi per uscire dalla loro malattia, chiede alla politica di fare fino in fondo la sua parte”. E’ scritto così nella quarta di copertina, che reca anche lo slogan, coniato da Lumia e da me nel lontano 2003, e ancora attuale: “Le mafie sono ancora forti, ma si possono battere”.

L’evento.
“COCAINA CONNECTION. L’impero della ‘ndrangheta: il traffico mondiale di stupefacenti” di Orfeo Notaristefano. Prefazione di Giuseppe Lumia. Lamezia Terme. Venerdì 27 novembre 2009, ore 9. ITC ‘Valentino De Fazio’. Via Leonardo Da Vinci.
Iniziativa del movimento antimafie “Ammazzateci tutti”.
Con la partecipazione di:
- GIANNI SPERANZA, Sindaco di Lamezia Terme;
- FRANCESCO SCOPPETTA, Dirigente Scolastico I.T.C. De Fazio;
- ROSARIA ALTILIA, coordinatrice “Ammazzateci Tutti” Catanzaro.
Introdurrà:
- FRANCESCO BLAGANÒ, coordinatore “Ammazzateci Tutti” di Lamezia Terme.
Interverranno:
- ALESSANDRO PECORA, responsabile organizzativo “AmmazzateciTutti” Calabria;
- ORFEO NOTARISTEFANO, giornalista ed autore del libro.