Archivio per Aprile, 2012

MARIO DI CARLO E’ MORTO UN ANNO FA. UN SUO MOTTO: “USCIAMO DALLE SOLITUDINI”

“Con passione e con coraggio, nel rugby come in politica”, diceva. (leggi…)


CITTANOVA (REGGIO C.) MARATONA DELLA LEGALITA’ VENERDI’ 25 MAGGIO ORE 9,30 - 22 (in preparazione)

Mattina al Polo della Legalità con Giuseppe Lumia, Angela Napoli, Domenico Monteleone e Ammazzateci Tutti. (leggi…)


LAMEZIA T. SAB 28 APR 2012 ORE 9,30

“10, 100, 1000 Mangiardi - Questione di dignità” (leggi…)


AMEDEO BIANCO (PRESIDENTE FNOMCEO): “PER QUALITA’ DELLE CURE SI INTENDE…”

Su Radio 100 passi, che continua l’opera di Peppino Impastato (leggi…)


UN POMERIGGIO A ONNA PER PARLARE DI LEGALITA’ E DI CRIMINI. E LE MACERIE CI STANNO A GUARDARE

Iniziativa del prof. Francesco Sidoti dell’Università de L’Aquila. Giovani e cittadini devono trovare la forza di reagire. L’esempio di “Ammazzateci Tutti”.

Due libri offrono spunti per riflettere, per parlare del crimine in Italia, della non più rinviabile affermazione dei principi di legalità in questo Paese, per parlare inevitabilmente della mancata ricostruzione de L’Aquila, delle infiltrazioni mafiose, della necessità di una mobilitazione seria e ferma dei cittadini e dei giovani, degli studenti in particolare. E’ mercoledì 18 aprile, pomeriggio. E mi ritrovo di nuovo qui, a Onna, la frazione de L’Aquila completamente distrutta dal terremoto alle ore 3,32 del 6 aprile 2009.

Le macerie sono tutte al loro posto, le macerie sono come tre anni fa. Di fronte ad esse la new town, in mezzo “Casa Onna”, la bella struttura con la sua sala convegni luminosa, “Casa Onna” è stata realizzata con fondi della Germania.

Il primo libro è di Paolo Ceri, “Gli italiani spiegati da Berlusconi“, Laterza, Bari 2011. L’altro è di Francesco Sidoti, “Il crimine all’italiana. Una tradizione realista, garantista, mite“, Guerini, Milano 2012. La sala è piena di studenti, ma anche di cittadini interessati ai temi che vengono trattati con l’aiuto di Fabrizio Politi, Preside della Facoltà di Economia a L’Aquila e Ordinario di Diritto costituzionale. Presente Giustino Parisse, giornalista, che in quella maledetta notte del terremoto ha perso i suoi due figli.

A Onna ci sono argomenti di cui parlare, ma soprattutto a Onna ti viene da pensare, pensare, pensare. Sidoti va diretto e parlando di bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti afferma: “Preferisco vederli mezzi pieni, perché anche in questo momento di forte crisi, anche se in Italia abbiamo corruzione e mafie, abbiamo però anche una forte Antimafia, ci sono segnali positivi che vanno posti in evidenza ed è sulle cose positive che si può costruire, che si può invertire il corso della crisi”.

Ceri rileva tra l’altro che “storicamente, in Italia sono stati i movimenti sociali a dare la spinta al cambiamento. Oggi si avverte una scarsa capacità di reazione rispetto a quanto è accaduto e va accadendo, anche qui, anche a L’Aquila, dove il terremoto è stato trasformato dal precedente Governo in un grande evento mediatico, ma poi i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

Politi invita a un forte ancoraggio ai principi della Costituzione: “Da studioso, affermo che il ripristino della legalità in molti aspetti della vita pubblica è in questo momento una priorità per il Paese”.

Giustino Parisse porta la sua testimonianza: “Alle nostre spalle vedete un cantiere, partito in ritardo per ragioni burocratiche. A L’Aquila la ricostruzione pesante del centro storico è ferma, l’economia è ferma, non c’è lavoro. E tutto questo accade senza che ci sia una reazione da parte dei cittadini. L’impressione è che si accetti ormai tutto, qualsiasi cosa succeda”. Sconfortante.

Interviene uno studente: “In questi tre anni ne abbiamo viste di tutti i colori, ma siamo fermi, non siamo riusciti a reagire, non siamo riusciti a creare un movimento capace di spingere le Istituzioni a fare bene e in fretta per ridarci la nostra città”. Sconfortante.

Una signora interviene per ricordare che “in Italia sono oramai 20-30 anni che le cose vanno in questo modo, un’unica linea di irresponsabilità e di non scelte ha attraversato i diversi Governi che si sono succeduti”.

Giovedì 19 maggio 2011 eravamo qui a “Casa Onna” assieme a Giuseppe Lumia con il nostro libro “L’Aquila. Per tornare a volare”. Un libro su terremoto, ricostruzione, corruzione e mafie. Intervengo per ricordare questo episodio e non solo: “Anche quest’anno nella notte tra il 5 e il 6 aprile eravamo alla fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto e per chiedere la ricostruzione del centro storico dell’Aquila. Quella è una cosa positiva, ma siete soprattutto voi studenti che dovete farvi venire idee e portarle avanti, imparando a fare rete. E’ l’unico modo per vincere rispetto alle cose negative che ci circondano. Il professor Sidoti dice che occorre portare in emersione le cose positive. Bene. Io sono calabrese, Lumia è sicilano: un calabrese e un siciliano scrivono un libro su L’Aquila. Già in questo c’è un significato, perché, come dicevamo lo scorso anno, siamo tutti di L’Aquila, siamo tutti di Onna. Le mafie in Abruzzo si sono radicate perché da almeno 20 anni in questa regione è in atto un sistema di corruzione che ha attraversato indifferentemente le maggioranze di centrodestra e di centrosinistra, alternativamente. Radicamenti di ‘ndrangheta e di clan dei casalesi, nonché di cosa nostra. Vengo dalla regione più povera d’Italia con la ‘ndrangheta sempre più ricca. Ma, a proposito di cose positive, occorre andare indietro al 16 ottobre del 2005, quando a Locri fu assassinato Francesco Fortugno. Era un momento disperato, con una ‘ndrangheta forte, mentre quel Consiglio Regionale aveva 33 consiglieri indagati su 50. Eppure, al funerale di Fortugno parteciparono 30 mila persone, a Locri. E proprio a Locri, Aldo Pecora assieme ad altri sei ragazzi, esposero per la prima volta quell’ormai famoso striscione bianco con su scritto “E adesso ammazzateci tutti”. Era ed è la più forte risposta, la sfida più alta che si potesse lanciare alla ‘ndrangheta. Ecco, qui dovete fare una cosa positiva come questa: un’idea, più idee da portare avanti in un’interlocuzione con le Istituzioni perché non sfuggano alle loro responsabilità, perché L’Aquila torni a volare, perché Onna torni ad essere Onna, bella com’era, come racconta Giustino Parisse”.

Ho bisogno di uscire. Ogni volta che vengo qui ho bisogno di stare un po’ tra le macerie di Onna, ho bisogno di guardare e pensare, pensare, pensare a come la vita possa interrompersi improvvisamente. A come la morte vinca, prima o poi, la sua partita a scacchi con ognuno di noi. O in una tragedia collettiva come a Onna o in tante tragedie individuali. E, dato che, alla distanza, quella partita la perderemo tutti, prima o poi, non resta che pensare, qui e ora, come vivere il momento presente. Il futuro è incerto e il passato è passato, se n’è già andato. La vera sfida è riuscire a vivere il presente. Ci si riesce? O no? O non sempre? A volte i tormenti del presente rendono critico il nostro vivere, sbiadiscono il passato e allungano ombre sul futuro. A Onna però oggi ci siamo per scacciare le negatività che albergano dentro di noi, a volte anche contro la nostra stessa volontà. Ripenso a quel che ho sempre pensato qui, davanti a queste macerie: Onna è un luogo dell’anima, ogni volta che sto in zona, devo venire qui e fare sosta. Per poter ripartire, per non accasciarmi sotto il peso delle avversità. E’ come se da queste macerie scaturisse una forza capace di farti tornare a vivere e a sperare. A Onna bisogna venirci, e fermarsi, per capire, per provare l’intensità di emozioni forti, per tornare a compiere scelte e azioni positive, qui e ora, intanto a Onna e poi ovunque la vita ci porta a stare, a lavorare, a combattere per questa causa giusta dell’Antimafia nei fatti e non a chiacchiere. Ripartendo, ogni tanto, da Onna.(o.n)


BUSTO ARSIZIO 23 APRILE

Seconda ed. Legalitàlia in Primavera (leggi…)


ONNA (L’AQUILA) MERC. 18 APR ORE 15,30

Iniziativa di Francesco Sidoti, che scrive: (leggi…)


SUPER 3, CAN 10 DIGITALE. GIOV 12 APR ORE 01:30. MONITOR

“L’AQUILA. Per tornare a volare”. La fiaccolata. Il libro di Giuseppe Lumia e Orfeo Notaristefano. Il terremto, la ricostruzione che non c’è stata, la corruzione e le mafie. Ripensando a Onna.

A Super 3, canale 10 del digitale terrestre, GIOVEDì 12 aprile 2012 ore 01:30 Replica Monitor.  ”L’AQUILA. Per tornare a volare”, il libro di Giuseppe Lumia e Orfeo Notaristefano. Il terremoto. La ricostruzione che non c’è stata. La corruzione. Le mafie. 218 inchieste aperte, ottime le posizioni assunte da Confindustria e Confcommercio. Il centro storico è oggi come tre anni fa. Tutto puntellato, la ricostruzione pesante non è partita, la notte è una città spettrale, come tre anni fa, anche nella notte della fiaccolata. L’Aquila rischia di diventare la Pompei del Terzo Millennio. Timidi segnali si speranza dal Governo Monti. Fabrizio Barca era presente alla fiaccolata. A L’Aquila le Istituzioni hanno fallito anche sulla “zona franca urbana”, cioè sulla possibilità di una tassazione zero per chi investe a L’Aquila. Aveva ragione Massimo Cialente a dichiararsi scettico rispetto a questa possibilità. Infatti non si è fatta la zona franca urbana. E Confcommercio urla: “Una Vergogna”.

Giovedì 2 febbraio alle ore 17,30 eravamo alla Casa del Volontariato, Giuseppe Lumia e io, in località Campo di Pile. In mezzo alla neve. Una grande iniziativa insieme all’ANCE, Associazione costruttori e a Confindustria. Grande partecipazione popolare, nonostante condizioni atmosferiche pessime. E anche lì abbiamo parlato, Giuseppe Lumia e io, facendo nomi e cognomi, come siamo abituati a fare in Sicilia e in Calabria, ma anche in Abruzzo, che non è terra generatrice di mafie, ma purtroppo è un territorio dove le mafie si sono radicate. Nomi e cognomi, sempre, denunciamo perché le Istituzioni poi intervengano. Perché i Comuni tengano fuori dagli appalti le imprese legate alle mafie. Perché le Procure possano sbattere in galera questi mafiosi del clan dei casalesi e della ‘ndrangheta che si sono infiltrati nella ricostruzione del post-terremoto. A Campo di Pile siamo andati con Karenza Retez al telefono che ci dava la forza di andare avanti, di andare lì e fare il nostro dovere, la nostra mission nella vita, a L’Aquila, ricostruire nella legalità, contro le mafie, sempre. E Karenza al telefono ci sosteneva in questa specie di mission impossible e ci ripeteva il nostro slogan storico, inventato a Paola il 7 novembre 2003, e che ci ha accompagnato il questi anni: “Le mafie sono ancora forti, ma si possono battere”. Anche a L’Aquila, in quel 2 febbraio 2012, anche in Abruzzo. Karenza è mitica e noi eravamo contenti della sua presenza a distanza. Mitica.

Occorrono finanziamenti, ma soprattutto idee. E’ il Governo nazionale, assieme alla Regione Abruzzo, assieme al Comune e alla Provincia de L’Aquila a dover lanciare un progetto ambizioso ma possibile: chiamare attorno a un tavolo i più grossi imprenditori immobiliari, avviare un mix di finanziamenti pubblici e privati, con l’obiettivo di ricostruire pezzo per pezzo, palazzo per palazzo, chiesa per chiesa, il centro storico de L’Aquila. E consentire così agli aquilani di tornare nelle loro case. Nella loto città. Le 19 new town? Le trasformiamo in case-vacanze, d’inverno e d’estate. Si può fare. I cittadini di L’Aquila chiedono proprio questo: tornare nelle proprie case, ridare vita a una città oggi distrutta. I cittadini aquilani non ce la fanno più ad essere decentrati nelle new town. Il 70 per cento dei cittadini aquilani va incontro alla depressione, soprattutto gli anziani. I giovani? Sono dispersi nei nuovi centri commerciali, anch’essi decentrati rispetto alla città. Eppure L’Aquila, città universitaria, era piena di giovani nelle notti di primavera e d’estate, in piazza Duomo, in corso Vittorio Emanuele. La notte bisognava quasi chiedere permesso per passare per quanto questi luoghi erano pieni di giovani, studenti, ma anche cittadini aquilani. I bar aperti fino a notte fonda, la piazza del Duomo come una grande nave, quasi quasi sembrava in movimento. Ed è lì la chiesa delle Anime sante, un capolavoro, la chiesa delle Anime sante. Una città così non può essere la nuova Pompei del Terzo Millennio. Sarebbe un peccato, sarebbe un delitto. Una cosa pazzesca. Inconcepibile. A L’Aquila bisogna fare quello che si era pensato di fare per il Ponte sullo stretto di Messina: Pubblico e privato insieme per ricostruire, con regole certe, in legalità. Nel frattempo, sono stati arrestati i cugini Mastrominico, è stato arrestato Antonio Iovine, è stato arrestato Michele Zagaria “capastorta”, parliamo del Clan dei Casalesi, del ciclo del cemento. Nel frattempo vengono rinviati a giudizio al 26 ottobre gli esponenti del comitato 3,32 per occupazione di uno spazio di 28 metri quadri presso l’ex ospedale psichiatrico. Una cosa pazzesca. Tra essi Angelo Venti, giornalista, referente di Libera a L’Aquila. Anche questa, una cosa pazzesca.  Ma insomma, a L’Aquila si deve ricostruire o no? Noi pensiamo di sì. Sulle magliette indossate dai giovani ho letto: “Abruzzesi forti e gentili, ma fessi no”. Appunto! E anche a L’Aquila, durante la fiaccolata pensavo: “E adesso Ammazzateci Tutti”. Che c’entra? C’entra, c’entra! Noi di Ammazzateci Tutti siamo anche lì, anche a L’Aquila, anche a Onna. A Onna, il luogo dell’anima dove si può pensare al senso della vita e della morte. A Onna ci siamo stati, il 19 maggio 2011, Giuseppe Lumia e io, con Antonella Picardi, con Angelo Venti, con Emiliano Morrone, con David Sansonetti,  e altri, c’erano anche Francesca ed Emiliano. Abbiamo presentato il nostro libro “L’AQUILA, Per tornare a volare” a Casa Onna, di fronte alle macerie. E c’era Patrizio Trapasso. E’ finita l’iniziativa e ce ne siamo andati tutti. Ma, di fatto, non ce ne siamo mai andati. E questo era anche il senso della fiaccolata di quest’anno. A Onna bisogna andarci, starci, pensare, uscire da Onna migliori del momento in cui ci si è entrati. Andare a Onna e uscire da Onna migliori di prima. A Onna si possono fare solo riflessioni profonde sulla propria vita, sulle scelte, sulle idee, sugli ideali, sulle cose fatte e sulle cose da fare. Ma per fare tutto questo, occorre andare a Onna e fermarsi davanti a quelle macerie. A Onna. Un pezzo del mio cuore, della mia testa, del mio corpo è fisso a Onna. E a Onna c’è anche Karenza, che lì non è mai potuta arrivare, ma è come se ci fosse. Perché, dopo aver capito tutto, Karenza ha detto: “A Onna ci dobbiamo andare insieme, non ci devi più andare da solo”. Ma Karenza è mitica, solo chi non la conosce non può capire. E’ mitica, punto e basta.


SUPER 3, CAN 10. MERC 11 APR ORE 23:10. MONITOR

“L’AQUILA. Per tornare a volare”. La fiaccolata e altro (leggi…)


SOLIDARIETÀ AMMAZZATECI TUTTI A DON GIACOMO PANIZZA: “ORA SERIA RIFLESSIONE NELLE SCUOLE”

Pubblicata da Ciccio Blaganò il 10 aprile ore 18,10

(leggi…)