Archivio per Luglio, 2013

STEFANO FASSINA: “ESISTE UN’EVASIONE DA SOPRAVVIVENZA”

Ha fotografato la situazione italiana, un Paese che non è ancora “normale” (leggi…)


COMMISSIONE ANTIMAFIA FACCIA FARE SALTO DI QUALITA’ A LOTTA ALLE MAFIE

17 luglio 2013. L’estratto dell’intervento di Giuseppe Lumia nell’Aula del Senato. (leggi…)


L’EREDITA’ DI PAOLO BORSELLINO, VIII ED.

Castellaneta (TA), 22 luglio ore 20 (leggi…)


L’INTERVISTA - GOFFREDO BETTINI (PD): “IL CENTROSINISTRA SI RIUNISCA IN UN CAMPO UNICO”

Segretario e premier non necessariamente la stessa persona. Pubblicato il 13 luglio 2013 su avantionline.it (leggi…)


SANITA’. QUANDO IL DRG HA L’EFFETTO DUMPING. SUCCEDE NEL LAZIO.

L’applicazione troppo rigida dei DRG produce a volte effetti negativi sui pazienti. E’ il caso di coloro che, invece di essere trattati con il litotritore, sono dirottati verso interventi più invasivi. Un’incongruenza a cui porre rimedio al più presto.

Di fronte ad alcuni fenomeni della sanità italiana, viene da citare il grande “vecchio” Elio Guzzanti. Quando era Ministro della Sanità, durante il Governo Dini, fu lui a introdurre in Italia il sistema dei DRG (diagnosis related group), avendo egli stesso studiato qualcosa di analogo negli USA. Ma, quella rivoluzione copernicana che pose fine ai pagamenti a piè di lista e livellò il costo delle prestazioni (dalle più semplici alle più complesse, dall’appendicectomia ai trapianti) conteneva in sé un rischio che lo stesso Guzzanti metteva allora in evidenza: l’effetto dumping sui malati che, in virtù dell’applicazione rigida dei DRG, rischiavano di essere respinti da ospedali e cliniche, sballottati a casa il venerdì per essere poi ri-accettati il lunedì successivo.

Tutto ciò, ovviamente, in questi anni si è già verificato, in condizioni normali, vale a dire in regime di applicazione “normale” dei DRG. Poi ci sono stati casi di applicazioni anomale dei DRG, come avvenne con lo scandalo del Santa Rita di Milano, dove i pazienti venivano sottoposti a interventi chirurgici inutili e pericolosi. Nei giorni scorsi sono fioccate le condanne definitive per coloro che in quella clinica avevano fatto un uso abnorme dei DRG, gonfiandoli all’inverosimile. Questa storia è continuamente in sospeso tra sanità e malasanità, tra correttezza e malagestione, tra normalità e abusi. Ma restiamo nella prima fattispecie, quella della correttezza e della normalità, nelle condizioni date di ristrettezza dei bilanci, di crisi della finanza pubblica a livello centrale e regionale, con alcune Regioni, la maggior parte nel Sud, in regime di piani di rientro dal deficit. Il Lazio è una di queste, con i Presidenti della Regione (prima Piero Marrazzo, poi Renata Polverini, oggi Nicola Zingaretti) nominati dal Governo centrale commissari ad acta per la sanità.

Dovendo rispettare il piano di rientro, in questi anni si sono susseguiti provvedimenti di tagli di posti letto, di strutture, di prestazioni. Tagli mirati? Appropriati? O disinvolti? Dilemmi che sono stati all’origine di non poche polemiche tra le forze politiche e tra gli addetti ai lavori. Sta il fatto che, a forza di tagliare, alla fine alcune situazioni sono entrate in una criticità sconosciuta fino a qualche anno fa.

E’ il caso del decreto di Renata Polverini che introduce “ulteriori settori di attività chirurgica che è possibile trasferire al regime ambulatoriale come APA (accorpamenti di prestazioni ambulatoriali”. Nel provvedimento si sostiene che “il passaggio al regime ambulatoriale è possibile grazie al combinato delle caratteristiche patologiche e dell’evoluzione delle tecniche chirurgiche che ne garantiscono la fattibilità, sia sotto il profilo clinico che organizzativo”. Si individuano così 21 tipologie di interventi chirurgici che passano dal regime di ricovero al regime ambulatoriale. Tra esse tre interventi di litotripsia (rene, uretere con cateterismo ureterale, prima seduta; rene, uretere con cateterismo ureterale per seduta successiva alla prima; rene, uretere e/o vescica). Effettuare un intervento di litotripsia implica visita anestesiologica, anestesia, esami ematochimici, cistoscopia, ecografia dell’addome inferiore, visita urologica di controllo, nonché ecografia dell’addome inferiore, visita urologica di controllo. Tutte pratiche previste nell’allegato al decreto Polverini. Come si possa fare tutto questo in regime ambulatoriale resta un mistero, anche se le strutture si sono adeguate, ma il disagio per i pazienti è notevole. E qui scatta l’effetto dumping dei DRG così concepiti. Lo rilevano gli operatori e i responsabili delle strutture che praticano la litotripsia con tecnologie di avanguardia e che non possono reggere un regime così rigido del DRG.

Sabato 22 giugno l’INI (Istituto Neurotraumatologico Italiano) di Grottaferrata, comune dei Castelli Romani, ha organizzato e ospitato un convegno internazionale sul tema “ESWL: il presente e il futuro della litotrissia extracorporea ad onde d’urto”. Il work shop, organizzato dal professor Ferdinando De Marco, responsabile del servizio di Urologia dell’INI, ha visto la partecipazione di nomi illustri dell’urologia europea: Chaussy, Forssmann, Wieland, Tailly, Lutz. Nel corso del convegno si è ribadito che esiste un futuro per l’ESWL, tuttora nelle linee guida dell’Associazione Europea di Urologia (EAU) per il trattamento delle più frequenti calcolosi urinarie, essendo questa una tecnica meno invasiva rispetto ad altre pratiche. Nonostante il convegno fosse strettamente scientifico, sullo sfondo rimaneva il problema del rapporto tra la struttura accreditata e la Regione Lazio, che, con quel decreto, ha fortemente penalizzato sia i pazienti, sia i centri che praticano la litotrissia extracorporea. Lo si evince anche da una relazione che la direttrice generale del Gruppo INI, Jessica Veronica Faroni, ha prodotto recentemente con il contributo del professor De Marco. E’, questa, un’anomalia che va al più presto corretta, visto che l’attuale Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, con decreto del 24 maggio 2013, ha confermato l’accreditamento definitivo dell’INI Grottaferrata per tutte le prestazioni medico-chirurgiche già erogate da INI Grottaferrata, oltre all’avvio di nuovi importanti servizi assistenziali susseguenti al processo di riconversione iniziato con il decreto n. 29 del 2012. Un accreditamento che conferma l’INI struttura di eccellenza nel Lazio con caratteristiche riconosciute nello stesso decreto di accreditamento: “220 posti letto, suddivisi tra attività per acuzie e di riabilitazione neuro-motoria. In particolare, l’offerta ospedaliera accreditata adesso consta di: a) 73 posti letto per acuti appartenenti al Raggruppamento medico-chirurgico (44 pp.ll. di ricovero ordinario di medicina generale e di neurologia, 15 pp.ll. di urologia e 7 pp.ll. di ortopedia; 7 pp. ll. di day hospital, di cui 3 di day surgery per gli interventi ortopedici e i restanti 4 per i ricoveri diurni di medicina generale); b) 67 posti letto del Raggruppamento riabilitativo (60 per la degenza di riabilitazione neuromotoria e ortopedica; 7 in day hospital per la stessa funzione); c) 25 posti letto per il Raggruppamento oncologico (15 in ricovero ordinario e 10 in day hospital). Il decreto di Zingaretti concede l’accreditamento definitivo a INI Grottaferrata per un Centro residenziale per cure palliative (hospice) articolato su 5 posti letto residenziali e 20 in regime di assistenza domiciliare, integrati funzionalmente con l’Unità di Oncologia della Casa di Cura, nell’ottica di favorire la continuità assistenziale e la qualità delle cure prestate ai pazienti oncologici. Contestualmente sono stati confermati i Servizi di diagnosi e cura utilizzabili anche ambulatorialmente e numerose attività ambulatoriali tra cui: laboratorio specialistico, radiodiagnostica con TAC multistrato, Servizio di medicina nucleare; RMN Philips 1,5 Tesla; elettroencefalografia; neuro fisiopatologia; poliambulatori sia in regime ambulatoriale che in day service (cardiologia, chirurgia generale, chirurgia plastica, medicina dello sport, endocrinologia, nefrologia, neurochirurgia, neurologia, oculistica, odontostomatologia, ortopedia e traumatologia, ginecologia, otorinolaringoiatria, psichiatria, urologia, dermosifilopatia, medicina fisica e riabilitazione, gastroenterologia, oncologia, pneumologia, reumatologia); ambulatori chirurgici per l’esecuzione di APA nelle specialità di chirurgia della mano, oculistica, chirurgia vascolare e angiologia, dermatochirurgia, etc..); radioterapia con acceleratore lineare. In un periodo di crisi per la sanità nazionale e non solo regionale, si tratta di un risultato importante che però è la conseguenza diretta della revoca di numerosi posti letto di riabilitazione operato durante lo scorso anno, che solo in parte compensa l’entità del taglio subito”. Così si legge nel comunicato stampa dell’INI che annuncia l’accreditamento da parte della Regione Lazio. Una posizione ribadita anche da Jessica Veronica Faroni, nella sua qualità di Presidente dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP) del Lazio, che in più circostanze ha criticato la logica dei tagli “lineari” in sanità, quando invece occorrerebbe intervenire sugli sprechi e operare, laddove occorre, tagli mirati e non indiscriminati.

Orfeo Notaristefano


LEGALITALIA 2013, 8-9-10-11 AGOSTO

Reggio Calabria e Villa San Giovanni (leggi…)