LE MANI SULLA SANITA’, REAGIRE INSIEME

Presentazione indimenticabile a Roma 

24 marzo 2009

“Le mani sulla sanità”, libro che ho scritto con Alessio D’Amato e Dario Petti. Ieri sera nella sala ‘Luigi Di Liegro’ della Provincia di Roma, folla delle grandi occasioni e cento persone non sono potute entrare perché la sala non le conteneva. Sono bastati i manifesti per Roma per far venire persone, alcune delle quali non vedevo da 10-15 anni. La presentazione del libro, moderata da Vincenzo D’Ambra, è stata di grande livello: presente Nicola Zingaretti, padrone di casa, c’erano Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto a Reggio Calabria, nemico numero 1 della ‘ndrangheta; Franco Cuccurullo, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e Rettore dell’Università ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara; Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio; Alessio, Dario e io. In sala Luigi De Ficchy, Procuratore Capo a Tivoli e Maria Grazia Laganà, deputato, vedova di Francesco Fortugno, ucciso dalla ‘ndrangheta il 16 ottobre 2005 a Locri. Momenti di grande emozione durante l’intervento di Gratteri, momenti di riflessione sul che fare per il nostro Servizio Sanitario Nazionale durante gli interventi di Cuccurullo e di D’Amato. Marrazzo ha dato la linea su che cosa si sta facendo e su che cosa si farà nel Lazio per uscire dalla crisi finanziaria del sistema. Ce la possiamo fare. Bravo Marrazzo, anche rispetto alla protesta imprevista delle famiglie dei disabili Ri.Rei. perché ha colto il disagio: “Andrò io da loro a trovarli”- ha detto. Gratteri mi dà un input eccezionale: parla di rapporti tra ‘ndrangheta calabrese e massoneria deviata. Lancio il messaggio: “Sì, i rapporti ci sono e non solo con la massoneria deviata. Ci sono ‘pezzi’ di ‘ndrangheta che si muovono di concerto con ‘pezzi’ di massoneria, con logge dislocate in varie parti d’Italia, nonché nella Repubblica di San Marino. Una diramazione di questa connection è operativa anche in Abruzzo e tenta di colpire persone per bene che sono in alcune Istituzioni. Presto allargherò il mio raggio d’azione su questa dorsale adriatica che conduce a San Marino, perché i mafiosi ‘ndranghetisti e i loro complici massoni vanno stanati e colpiti a uno a uno, ovunque siano”.

 

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