BOMBA A REGGIO C. E’ MINACCIA DI ‘NDRANGHETA

Il 7 gennaio vertice in Prefettura con Maroni, l’11 l’ANM con Palamara e Libera organizza sit in. Non ci si può fermare.

      Roma, 04 GEN (Velino) - “Hanno aspettato l’alba i

picciotti della ‘ndrangheta, entrando in azione quando la

citta’ ancora dormiva. Segno che non volevano la strage.

L’obiettivo era piuttosto quello di fare danni, di lanciare

un messaggio inequivocabile e devastante. Come avrebbe potuto

esserlo il congegno ad alto potenziale innescato davanti

all’ingresso della Procura generale di Reggio Calabria -

scrive LA REPUBBLICA -. Un ordigno rudimentale, ma

confezionato da mani esperte. In grado, se fosse esploso in

tutta la sua potenza, di distruggere l’intera parte anteriore

degli uffici di via Cimino. ‘Lavoro da manuale’, e’ stato

definito dagli uomini del Ris di Messina. Con tanto di

accorgimenti che solo menti criminali esperte possono aver

curato. Non e’ un dettaglio, infatti, che sia stata

cancellata persino la matricola della bombola, in maniera da

non poter risalire al fornitore. I ‘corrieri’ dei boss hanno

agito con precisione. Sapevano che sarebbero stati ripresi

dalle telecamere di sorveglianza. Per questo sono arrivati a

bordo di un grosso scooter chiaro, quasi sicuramente rubato,

indossando caschi integrali e giubbotti neri. Le

registrazioni a circuito chiuso, ora al vaglio degli

inquirenti, mostrano due soggetti di media corporatura, molto

agili. Capaci di muoversi con determinazione e rapidita’.

L’uomo alla guida teneva l’ordigno tra le gambe.

Davanti al portone della Procura il passeggero e’ sceso e, protetto

dal parabrezza della moto, ha acceso la miccia con un

accendino direttamente sulla moto. Quindi ha preso il pacco e

lo ha poggiato sul lato sinistro del portone in ferro.

Immediatamente dopo la fuga, quaranta secondi piu’ tardi la

deflagrazione. Erano le 4.50. Per fortuna, il tritolo ha

fatto saltare la parte alta della bombola che, invece di

esplodere, ha creato una grossa fiammata. L’effetto e’ stato

comunque potente, tanto che il portone e’ stato scardinato e

spostato verso l’interno di una cinquantina di centimetri.

Gli investigatori, oltre a studiare il filmato della Procura

Generale, stanno acquisendo le immagini di tutte le

telecamere della zona. Si cerca di capire sia la provenienza

che la via di fuga degli attentatori. C’e’ tensione in

citta’, ieri mattina in Prefettura si e’ riunito d’urgenza il

comitato per l’ordine e la sicurezza che ha stabilito di

stringere le maglie dei controlli su possibili altri

obiettivi. Nessun dubbio sulla matrice dell’avvertimento.

Operazioni del genere e’ in grado di portarle a termine

soltanto la criminalita’ organizzata (…).

La pista privilegiata e’ quella di una reazione delle ‘ndrine che,

negli ultimi anni, sono state messe sotto prima da una serie

di inchieste della Dda e poi da pesanti condanne in primo

grado. Da qui, probabilmente, il messaggio nel tentativo di

intimidire i magistrati d’appello, ma non solo loro. Si

tratterebbe, insomma, di un attacco allo Stato in quanto

tale, con molte analogie alla parte iniziale della stagione

stragista di Cosa Nostra. E che la situazione desti una certa

preoccupazione lo dimostra la decisione del ministro

dell’Interno Roberto Maroni, che ha convocato per giovedi’ un

vertice da tenere alla prefettura di Reggio.

Scrive il CORRIERE DELLA SERA: “Tutti solidali con la magistratura

reggina, istituzioni e politici, maggioranza e opposizione,

dopo la bomba esplosa davanti al portone del tribunale di

Reggio Calabria. Il presidente della Repubblica Giorgio

Napolitano ha manifestato ‘la solidarieta’ e la vicinanza del

Paese a tutti i magistrati reggini’, e ha espresso un

‘convinto apprezzamento e forte incoraggiamento alla tenace

azione, assieme alle forze dell’ordine, di contrasto della

criminalita”, oltre ad assicurare un ‘pieno sostegno delle

istituzioni’. Una solidarieta’ ’senza riserve’ viene anche

dal presidente del Senato Renato Schifani, che ha parlato di

‘atto ignobile e criminale’, che obbliga a ‘non abbassare la

guardia’ e testimonia ‘l’efficacia dell’azione di contrasto

alla piaga della criminalita’ organizzata condotta con

determinazione dalla magistratura reggina’. Il presidente

della Camera Gianfranco Fini si dichiara vicino ‘a quanti

quotidianamente svolgono con dedizione e senso di

responsabilita’ il proprio lavoro nel nome della legalita’ e

della democrazia’. E il ministro della Giustizia Angelino

Alfano si dice sdegnato ‘per il grave attentato’ contro un

ufficio giudiziario, quello di Reggio Calabria, ’simbolo

della lotta alla mafia e luogo di straordinari successi dello

Stato nei confronti delle cosche mafiose’ (…).

Maria Grazia Lagana’ Fortugno, deputata Pd e vedova del

vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria,

Francesco Fortugno, assassinato dalla ‘ndrangheta nel 2005,

guarda preoccupata alle ‘enormi difficolta’ ambientali nelle

quali sono costretti a muoversi numerosi servitori dello

Stato, magistrati, ma anche forze dell’ordine e

amministratori pubblici nella nostra provincia’. Ammonisce

l’eurodeputato dell’Idv ed ex magistrato Luigi De Magistris:

‘La strategia della tensione e’ uno dei mezzi di

comunicazione della ‘ndrangheta anche quando viene colpita

nei suoi interessi economici. Bisogna mantenere alta la

vigilanza democratica ed essere vicini alle donne e agli

uomini delle istituzioni impegnati per l’attuazione e la

difesa della legalita”. Anche l’Associazione nazionale

magistrati, dice il presidente Luca Palamara, ‘e’ e sara’

sempre al fianco dei colleghi reggini’, mentre Salvatore

Perugini, presidente dell’Anci Calabria e sindaco di Cosenza,

parla di ‘atto eccezionalmente grave, che ci riporta ad un

clima di contrapposizione violenta della criminalita’

organizzata rispetto alle istituzioni’”. (red)

 

‘NDRANGHETA: BOMBA; DECISIONE CONDIVISA DA COSCHE

 

   (ANSA) - ROMA, 4 GEN - La bomba fatta esplodere davanti alla

Procura generale di Reggio Calabria sarebbe il frutto di una

”decisione condivisa” da buona parte delle cosche piu’

importanti della ‘ndrangheta. E’ questa una delle ipotesi,

secondo quanto si apprende, su cui si starebbero concentrando

inquirenti ed investigatori che stanno indagando per accertare

la matrice dell’attentato compiuto all’alba di ieri.

   Dagli elementi emersi finora e dall’analisi delle ultime

operazioni di polizia che hanno colpito duramente le

organizzazioni, non sarebbe comunque ancora stato possibile

inquadrare al momento a quale cosca appartengano gli affiliati

che hanno materialmente piazzato la bomba. Quel che sembra pero’

emergere con certezza dalle analisi degli esperti, e’ che una

decisione di questo tipo - con il duplice obiettivo di alzare il

livello di scontro e di mandare un messaggio chiaro a magistrati

ed investigatori - sia stata, sottolineano fonti investigative,

”condivisa” dai vertici di diverse ‘Ndrine. Sia di quelle

direttamente coinvolte nei procedimenti d’appello, sia di quelle

che sono state duramente colpite dai sequestri e dalle

confische, sia, infine, da quelle che non sono direttamente

interessate dalle indagini della procura di Reggio Calabria ma

che sarebbero state ‘contattate’ per avallare il

progetto.(ANSA).

 

     GUI

04-GEN-10 14:50 NNNN

 

== ‘NDRANGHETA: BOMBA;PG REGGIO,QUI COSCHE SPARTISCONO TUTTO

 

   (ANSA) - ROMA, 4 GEN - ”I criminali sono portati a pensare

che nel processo d’appello le cose si sistemano, quando questo

non avviene, quando anche qui si rendono conto che prendono

bastonate, qualcuno puo’ avere la tentazione di reagire”. A

parlare, in un’intervista a La Repubblica, e’ il procuratore

generale di Reggio Calabria, Salvatore di Landro, che sottolinea

come nella sua Procura ‘’si fanno i giochi nel merito, dopo c’e’

solo il giudizio di legittimita’ della Cassazione”.

   Il procuratore fuga ogni dubbio sulla matrice dell’attentato:

”per dimensioni, caratteristiche e per la professionalita’

degli attentatori -.afferma - sulla matrice mafiosa non credo ci

possano essere dubbi”.

   L’attivita’ della Procura di Reggio Calabria, spiega Di

Landro, si concentra sui processi in grado di appello e sulla

confisca dei beni, ‘’su entrambi i fronti - aggiunge - ho

impostato il lavoro con il massimo del rigore e del controllo”.

   Forse, secondo Di Landro, ”qualcuno si era illuso che

tenessimo un profilo piu’ basso”.

   ”Le cosche tradizionali si spartiscono il territorio con una

capillarita’ impressionate” sottolinea il procuratore,  al

punto che e’ possibile identificare ”il confine della

giurisdizione tra due clan”. L’attentato non frenera’

l’attivita’, ”le indagini vanno avanti condeterminazione, i

successi sono tangibili, la strada e’ lunga e difficile -

conclude Di Landro - noi continuiamo a fare il nostro

mestiere”. (ANSA)

 

     Y63-CZ

04-GEN-10 09:33 NNNN

040925 GEN 10 NNNN 

 ’NDRANGHETA: GRATTERI, BOMBA REGGIO CALABRIA E’ STATA UNA MINACCIA =

 

      Roma, 4 gen. - (Adnkronos) - “E’ una minaccia. Non si tratta di

paura o nervosismo”. Cosi’ ai microfoni di CNRmedia Nicola Gratteri,

sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria e magistrato in

prima linea nella lotta alla criminalita’ organizzata dopo

l’esplosione dell’ordigno ieri mattina all’ingresso della Procura

generale di Reggio Calabria.

 

      “La ‘ndrangheta e’ molto piu’ ricca rispetto a prima. Noi non

dobbiamo solo valutare il fatto che abbiamo fatto piu’ arresti,

abbiamo sequestrato o confiscato piu’ beni o catturato piu’ latitanti,

perche’ questi numeri vanno confrontati con altre domande: i mafiosi

oggi sono piu’ di 5 anni fa, la criminalita’ organizzata e’ piu’ ricca

di 5 anni fa? In questi ultimi anni - afferma Gratteri- c’e’ stata una

maggiore attivita’ delle forze dell’ordine e della magistratura, e’

stata rafforzata la procura distrettuale antimafia e siamo nelle

condizioni di operare nei confronti di piu’ famiglie di ‘ndrangheta.

Alla Dda arrivano processi di prim’ordine e fior di ‘ndranghetisti.

Non c’e’ un processo specifico eccellente, ma tanti processi

importanti. Bisogna andare a lavorare li’ e capire cosa e’ accaduto”.

 

      Sul clima in queste ore in Procura Gratteri spiega: “Ci siamo

posti delle domande e stiamo cercando risposte, ma allo stesso tempo

in Procura c’e’ grande compattezza e solidita’. Continuiamo a fare

quello che stavamo facendo pochi giorni fa”.

 

      (Rre/Pn/Adnkronos)

04-GEN-10 16:18

‘NDRANGHETA:BOMBA;LUNEDI’ RIUNIONE ANM A REGGIO CON PALAMARA

 

   (ANSA) - ROMA, 4 GEN -Assemblea dei magistrati lunedi’

prossimo, 11 gennaio, a Reggio Calabria dopo l’attentato

esplosivo alla procura generale. All’iniziativa , organizzata

dalla sezione distrettuale dell’Associazione nazionale

magistrati, parteciperanno anche il presidente del sindacato

delle toghe Luca Palamara, ed altri componenti della giunta e

del parlamentino.

(ANSA).

 

     FH

04-GEN-10 14:58 NNNN

‘NDRANGHETA: BOMBA:LUNEDI’RIUNIONE ANM A REGGIO CON PALAMARA (2)

 

   (ANSA) - ROMA, 4 GEN - Sara’ l’intera giunta

dell’Associazione nazionale magistrati a partecipare

all’assemblea di lunedi’ prossimo a Reggio Calabria e lo fara’

in ‘’segno di vicinanza e di solidarieta”’ ai colleghi di quel

distretto.

   Lo sottolinea un comunicato del sindacato delle

toghe.All’appuntamento, che comincera’ alle 15,30, sono stati

invitati a partecipare i rappresentanti dell’avvocatura e della

societa’ civile.

(ANSA).

 

     FH

04-GEN-10 15:22 NNNN

‘NDRANGHETA:BOMBA; REGGIO REAGISCE,SIT IN LIBERA PER GIUDICI

 

   (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 4 GEN - Reggio Calabria reagisce

dopo l’attentato di ieri contro gli uffici della Procura

generale. E la reazione della citta’ si concretizza con un sit

in silenzioso davanti la sede della Pg organizzato

dall’associazione antimafia Libera per esprimere solidarieta’ ai

magistrati.

   ”A nome di Libera e delle altre 1500 realta’ associate -

afferma in un messaggio il presidente dell’associazione, don

Luigi Ciotti, - voglio esprimere tutta la mia vicinanza e

sostegno alla Procura generale di Reggio Calabria e ai giudici

che vi operano, dopo l’attentato di ieri mattina avvenuto per

fortuna senza conseguenze per le persone. Un impegno, quello

della magistratura reggina che, con l’apporto fondamentale e

generoso delle forze di polizia, sta ottenendo, nel segno della

continuita’, risultati importanti e merita tutta la nostra

gratitudine e riconoscimento. Nella convinzione che il contrasto

alle mafie sia pero’ ‘cosa pubblica’, di tutti, ancora una volta

la nostra vicinanza non vuole limitarsi a parole di circostanza,

per quanto sentito, ma tradursi in fatti concreti. Nella

determinazione a costruire con ancora maggiore tenacia

quell’orizzonte di diritti, di opportunita’, di lavoro e di

giustizia sociale senza il quale le organizzazioni criminali

continueranno ad essere una minaccia per la nostra democrazia”.

   ”Dieci minuti in silenzio - ha detto il referente di Libera

di Reggio Calabria, Mimmo Nasone - per offrire solidarieta’ ai

nostri amici magistrati da liberi cittadini, senza bandiere di

partito. Questo appuntamento lo ripeteremo simbolicamente gia’

dai prossimi giorni in ogni luogo ove si e’ verificato o si

verifichera’ qualche altro attentato. Siamo qui in silenzio ma

non per paura. Ai nostri amici magistrati diciamo di essere

sempre piu’ determinati e al ministro Maroni diremo quanto sia

necessario rafforzare gli apparati dello Stato qui a Reggio

Calabria e soprattutto sottolineeremo l’importanza strategica

delle misure di prevenzione nei confronti di coloro che

detengono beni di provenienza dubbia”. (ANSA).

 

     F07-DED/FLC

04-GEN-10 17:35 NNNN

Reggio Calabria, il 7 Maroni e l’11 gennaio assemblea dell’Anm

 

      Roma, 04 GEN (Velino) - Una assemblea dei magistrati

del distretto di Reggio Calabria e’ stata convocata per l’ 11

gennaio prossimo dalla sezione dell’Associazione nazionale

dei Magistrati. All’iniziativa di solidarieta’ dopo

l’attentato al tribunale, parteciperanno i vertici dell’Anm

con il presidente Luca Palamara e i componenti della giunta

esecutiva. Sempre a Reggio il ministro Roberto Maroni ha

convocato per il 7 gennaio i vertici delle forze di polizia

per fare il punto sullo stato della lotta alla ‘ndrangheta.

Il ministro dell’Interno sarebbe intenzionato a varare per la

citta’ dello Stretto le stesse misure che hanno consentito a

Caserta di arrestare decine di affiliati al clan dei

casalesi. (vum)

041524 GEN 10 NNNN

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