REGGIO C.TROVATA AUTO CON ESPLOSIVO. GRATTERI, NON E’ MESSAGGIO

Nel giorno della visita di Napolitano, qualche ‘pezzo’ scemo di ’ndrangheta fa vedere che esiste.

REGGIO CALABRIA,TROVATA AUTO CON ESPLOSIVO/ANSA

FONTI ANTIMAFIA, SEGNALE A STATO. GRATTERI(DDA), NON E’MESSAGGIO

   +++AGGIORNA E SOSTITUISCE IL SERVIZIO TRASMESSO ALLE 19.40+++

 (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 21 GEN - Un’auto con esplosivo e armi

a bordo, come pronta per un’estorsione, fatta ritrovare nei

pressi dell’aeroporto di Reggio Calabria il giorno della visita

del presidente della Repubblica. Una casualita’ troppo

particolare per gli investigatori dell’Antimafia, secondo i

quali non c’e’ dubbio che si tratti di un ‘’segnale allo

Stato”, anche se non certo diretto alla persona di Giorgio

Napolitano. Ma altre fonti investigative escludono espressamente

l’ipotesi del ”messaggio” della ‘ndrangheta.

   Fatto sta che la visita di Napolitano in Calabria si e’ tinta

di giallo con un allarme che non e’ certo stato sottovalutato.

Anzi, dal fronte politico sono venuti attestati di solidarieta’

al presidente, sia da parte del governo, con il ministro

Rotondi, sia dalle opposizioni con l’Udc Rocco Buttiglione e il

Pd Vannino Chiti. E c’e’ che come il senatore Franco Bruno,

coordinatore regionale di Alleanza per l’Italia, collega la

”concomitanza dell’accaduto con la visita del presidente

Napolitano, la precedente bomba al Tribunale di Reggio e gli

stessi fatti di Rosarno”.

   La vettura, una Fiat Marea rubata a Reggio Calabria, e’ stata

trovata da una pattuglia dei carabinieri ad alcune centinaia di

metri dall’aeroporto. Era regolarmente parcheggiata, ma non

chiusa e con un finestrino semi aperto. All’interno due fucili

semiautomatici da caccia calibro 12, con le canne tagliate.

Sotto il sedile del guidatore c’erano due pistole, una calibro

7.65 ed una 38 a tamburo, e due ordigni rudimentali, uno

composto da un tubo di una trentina di centimetri e largo 12 ed

un altro di 15 centimetri per 12, collegati con una miccia a

lenta combustione, e tre passamontagna di colore verde. Nel

bagagliaio, inoltre, e’ stata trovata una tanica da due litri

con liquido infiammabile con attaccati fiammiferi antivento.

   Secondo fonti dell’antimafia, non e’ da escludere che la

macchina con esplosivo e armi ”fatta trovare su segnalazione di

una fonte confidenziale proprio stamattina, quando Reggio

Calabria era presidiata dagli uomini delle forze dell’ordine per

la visita del presidente Napolitano, sia un segnale di minaccia

e intimidazione nei confronti dello Stato. Forse in un primo

momento - aggiungono le stesse fonti - si e’ voluto minimizzare

questo ‘ritrovamento’ per non ammettere che nel sistema di

sicurezza qualche ’smagliatura’ c’e’ stata”.

   Tesi che si pone in netta antitesi con quella sostenuta dalla

Dda di Reggio Calabria. Secondo il procuratore aggiunto Nicola

Gratteri, uno dei magistrati piu’ esperti nella lotta contro la

‘ndrangheta, ”il ritrovamento dell’automobile non e’

assolutamente un segnale lanciato alle istituzioni. Se qualcuno

avesse voluto attuare un’azione in tal senso, l’automobile

sarebbe stata lasciata davanti ad un ufficio pubblico o

giudiziario. In realta’ quelli nell’auto erano soltanto

‘attrezzi’ per attuare un’intimidazione collegata,

presumibilmente, ad un tentativo di estorsione. Nulla di piu”’.

   I carabinieri, che hanno avviato le indagini, riferiscono che

l’esplosivo sarebbe potuto servire per un attentato di matrice

estorsiva da compiere contro un imprenditore ed un commerciante.

Il materiale ritrovato passera’ adesso al vaglio degli

specialisti del Ris per verificare, in particolare, se sia

possibile estrarre tracce di dna dai passamontagna. I militari,

che hanno sottolineato come il punto in cui era parcheggiata

l’auto non si trova lungo il percorso seguito dal Presidente

della Repubblica, stanno attentamente esaminando la situazione

per decifrare il ”messaggio” che si cela dietro il

ritrovamento dell’auto con l’esplosivo. L’episodio, tra l’altro,

s’inserisce nella situazione di tensione determinatasi a Reggio

Calabria dopo l’attentato del 3 gennaio contro la Procura

generale e per questo viene valutato con estrema attenzione.

   A Reggio Calabria, dunque, la situazione si mantiene tesa.

Una condizione di cui si fa interprete anche il Procuratore

della Repubblica, Giuseppe Pignatone, secondo il quale ”il

ritrovamento dell’auto con esplosivo conferma la situazione di

difficolta’ che si sta vivendo in citta’. I carabinieri hanno

avviato le indagini ed a breve contiamo di ottenere maggiori

elementi di valutazione per capirne di piu”’.(ANSA).

 

     DED

21-GEN-10 21:19 NNNN

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