NICOLA GRATTERI: LA STRAGE DI DUISBURG E’ STATA UN ERRORE

Intervista al Sostituto Procuratore di Reggio Calabria

Intervista a Nicola Gratteri, Sostituto Procuratore a Reggio Calabria

“La strage di Duisburg è stata un errore per la ‘ndrangheta”

Secondo il magistrato che sta scompaginando le ‘ndrine, la mafia calabrese si compatta e si spacca, a seconda delle circostanze. Alla politica chiedo una legislazione coerente con gli obiettivi della magistratura e delle forze dell’ordine, in prima fila contro tutte le mafie.

E’ di ieri l’arresto di Gianfranco Antonioli ad Aprilia, in provincia di Latina, l’armiere delle ‘ndrine Pelle-Vottari di San Luca, in aperto scontro con i Nirta-Strangio, la guerra che ha portato un anno fa alla strage di Duisburg, in Germania. Un evento che ha reso evidente a tutto il mondo le ramificazioni internazionali della ‘ndrangheta calabrese, la mafia più forte in questo momento, che, grazie al traffico internazionale di stupefacenti, ha ingenti somme di denaro ‘fresco’ da riciclare e reimpiegare in attività illecite e apparentemente lecite.

Un anno dopo la strage di Duisburg, facciamo il punto con Nicola Gratteri, il sostituto procuratore di Reggio Calabria, impegnato in prima fila nelle indagini su quella strage e sulle faide delle ‘ndrine della provincia di Reggio Calabria e della Locride. E’ lo stesso magistrato che recentemente era spiato nel suo stesso ufficio, dove fu trovata una “cimice” per intercettare le sue conversazioni e  controllare il suo lavoro.

“La strage di Duisburg è stata un errore per la ‘ndrangheta -afferma Gratteri - e questo la ‘ndrangheta lo ha capito. In un anno ci sono stati importanti successi da parte della magistratura e delle forze dell’ordine: abbiamo arrestato una cinquantina di boss, 40 dei quali sono stati sottoposti al regime del 41 bis dell’ordinamento penitenziario (il carcere duro per i mafiosi). Abbiamo sequestrato milioni di euro alle ‘ndrine reggine e della Locride. Alla luce di questi risultati, i boss ‘ndranghetisti hanno capito che la strage di Duisburg è stata un errore clamoroso per loro”.

Viene da chiedersi se ci sia in atto una ristrutturazione dei poteri tra le ‘ndrine calabresi. “La ‘ndrangheta è un’organizzazione non statica -risponde Gratteri - al contrario, è dinamica, è in continuo cambiamento, muta a seconda delle circostanze. Le ‘ndrine si compattano e si spaccano. Dopo Duisburg,  c’è un gran movimento nella ‘ndrangheta e noi non siamo fermi”.

A Gratteri un’ultima domanda: “Che cosa chiedete alla politica e alla costituenda Commissione Parlamentare Antimafia?”. Il magistrato risponde con una frase lapidaria: “Indipendentemente dal colore delle maggioranze, l’importante è che l’evoluzione della legislazione in materia di antimafia vada nella direzione di aiutare magistratura e forze dell’ordine nel loro lavoro. Nel pacchetto sicurezza è stata introdotta una norma importante, passata in sordina,  riguardante i patteggiamenti in appello nei processi di mafia (non è più possibile patteggiare  e ‘concordare’ la pena). Una norma che per noi è di grande valenza. Forse avremo dei collaboratori di giustizia in più”. Un fenomeno, quello dei collaboratori di giustizia, che ha sempre riguardato la mafia siciliana e la camorra, mentre ha appena sfiorato la ‘ndrangheta, che, proprio perché strutturata sulle ‘ndrine (famiglie) è stata per anni immune dal pentitismo.

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