CESSIONE DELL’ ILVA, SALUTE E AMBIENTE. TUONANO I MEDICI

Dura presa di posizione di Cosimo Nume, Presidente OMCeO di Tarantoda tvmed.tv

In una lettera a firma del Presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto, Cosimo Nume e della presidente della commissione ambiente della stessa organizzazione, Annamaria Moschetti si prende posizione su alcune dichiarazioni rese in sede di audizione parlamentare da “autorevoli esponenti della sanità e della politica tarantina”.

L’apporto dell’Ordine è pertanto sul tono delle “osservazioni di merito”. E ce n’è per tutti dal direttore generale della ASL, Stefano Rossi al parlamentare del PD Ludovico Vico.

In ordine a quanto dichiarato dal Direttore della ASL, che sembrerebbe aver affermato che l’aria di Taranto sarebbe migliore di quella di molte città del nord Italia - scrivono Moschetti e Nume - riteniamo che tale informazione, oltre che non corretta dal punto di vista scientifico, potrebbe divenire fuorviante se resa nella sede delle decisioni politiche. In realtà, le  polveri riscontrabili in atmosfera a Taranto sono qualitativamente differenti  e pertanto non paragonabili a quelle di altre realtà italiane così come riportato nello studio SENTIERI.

L’equiparazione sulla base del solo criterio quantitativo è scientificamente inesatta - dicono ancora -  Infatti, il carico di cancerogeni veicolati dalle polveri, tipicamente generati dai processi siderurgici, non è certamente riscontrabile in nessuna altra città che non sia allo stesso modo esposta a inquinanti dello stesso tipo, provenienti dalle stesse fonti. Le città italiane non sono peraltro soggette allo spolverio dei parchi minerali che, come la stessa ASL  ha documentato, nei giorni di vento può innalzare a livelli critici la salubrità dell’aria, tanto è vero che la stessa ASL ha diramato istruzioni per la protezione dei cittadini nei cosiddetti “wind days”. A Taranto inoltre l’aria che i cittadini respirano può  contaminarsi, anche per la risospensione delle polveri cadute al suolo, situazione certamente non riscontrabile in altre realtà metropolitane. Non risulta che a Milano o Napoli ci sia il divieto per i bambini di giocare nei giardinetti per la contaminazione del terreno.

Poi i medici riprendono le parole dell’onorevole Vico che chiedeva di conoscere se l’aria è nei “parametri di legge”. Corre l’obbligo di precisare, a nostro avviso - scrivono che come da letteratura internazionale e come ribadito anche in diverse occasioni da ARPA Puglia e ASL, i limiti di  legge non possono ritenersi protettivi per la salute umana specialmente  in un contesto di esposizione multipla. Ci sembra dunque incomprensibile ritenere risolutiva la richiesta di dati sanitari aggiornati per valutare l’eventuale danno sanitario sulla popolazione arrecato dal funzionamento del siderurgico nel periodo che va dal 2012 a oggi. Si osserva  che  uno dei  dieci  decreti legge sull’ILVA, a quanto ci risulta contestato dai più prestigiosi epidemiologi italiani, stabilisce che tali valutazioni debbano essere effettuate ad AIA attuata, e da tarantini auspichiamo che il nostro parlamentare si esprima contro questo provvedimento legislativo. Riteniamo infatti inaccettabile, sul piano scientifico e in termini di moralità delle scelte, che il danno alla salute dei cittadini possa essere usato come strumento  di verifica della messa a punto degli impianti. Questo approccio non è etico in sé e non lo è a maggior ragione perché sarebbe possibile, opportuno e doveroso  usare strumenti previsionali di Valutazione di Impatto Sanitario, così come eminenti epidemiologi hanno suggerito, prima ancora dei censimenti, per forza di cose tardivi, sugli effetti nocivi già prodotti dagli impianti insistenti sul territorio.

06/07/2016 Maristella Bagiolini


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