INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE, MEDICI E GIORNALISTI INSIEME

A Siena rilanciata l’idea delle Linee guida per la buona informazione in ambito sanitario

La buona informazione rivolta ai cittadini. La buona comunicazione rivolta ai malati. Informazione e comunicazione devono essere di qualità, ma al tempo stesso comprensibili per tutti, anche per chi non se ne intende di Sanità e di Medicina. Sono i due aspetti di un tema ‘antico’ di cui si parla da anni in diversi contesti. Ma, per quanto riguarda l’informazione, è necessario che le fonti siano certe, credibili e verificabili e il linguaggio sia appropriato e alla portata di tutti. Nasce da qui l’idea di un rapporto stretto tra medici e giornalisti. Esperienze a livello locale ce ne sono state, ma oggi si avverte la necessità di pervenire a un Codice etico condiviso dai medici e dai giornalisti a livello nazionale, anche sotto forma di Linee guida per la buona comunicazione.

E’ questo il messaggio ‘politico’ lanciato dal Presidente OMCeO di Siena Roberto Monaco, nell’aprire i lavori del convegno “Comunicare la sanità: relazione di cura e cura della relazione“. L’evento si è tenuto sabato 15 luglio 2017 nella suggestiva cornice del Teatro comunale dei Rinnovati, nel Palazzo pubblico, in Piazza del Campo, la piazza del Palio. E, nel confronto tra medici, operatori della comunicazione e giornalisti, è andato in scena un Palio senza vincitori né vinti, perché era prevalente l’idea della collaborazione tra Ordine dei Medici e Ordine dei giornalisti, un’esperienza che a Siena è in corso da qualche anno e che andrebbe rilanciata a livello nazionale, come ha spiegato Monaco, per il quale “oggi, più che mai, è necessaria un’alleanza tra gli Ordini”.

La Presidente FNOMCeO Roberta Chersevani, nel portare il saluto al convegno, ha sottolineato: “Lavorare insieme, medici e giornalisti, è un fatto positivo e si raggiungerà un buon risultato e questa è una relazione da mantenere. Sempre in tema di buona comunicazione, terremo a fine settembre a Taormina un’iniziativa organizzata dal Presidente della CAO nazionale Giuseppe Renzo. D’altra parte lo abbiamo scritto nel nostro nuovo Codice deontologico che la comunicazione è già cura” (articolo 20).

“Noi tutti abbiamo di fronte i cittadini, le persone che hanno con la politica un rapporto complesso”. Così Bruno Valentini, Sindaco di Siena, che si è detto soddisfatto per aver offerto ospitalità a medici e giornalisti su un tema delicato come quello della comunicazione e dell’informazione e ha annunciato che Siena va verso il nuovo Dipartimento di area biomedica, collegato all’ospedale perché “da sempre la nostra Università fornisce una formazione di qualità”.

Per il Pro-Rettore dell’Ateneo Nuccio Nuti, “la formazione di alto livello è il nostro imperativo, infatti Siena è tra le prime Università per la formazione in campo biomedico. Il rapporto tra medico e paziente è fondamentale ed essenziale”.

Michele Taddei, Vice-Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, ha ricordato un precedente evento realizzato a Siena dagli Ordini dei medici e giornalisti sulla buona comunicazione nel campo dei vaccini nel dicembre 2015 e ha richiamato la Carta della Toscana del 2005: “Negli ultimi tre anni -ha detto- abbiamo realizzato 300 corsi di formazione con la collaborazione delle Università toscane per affermare un intero mondi di valori perché la buona informazione deve essere precisa e attenta”.

Ha portato la sua testimonianza Dafne Rossi, del GART, Gruppo Accademia dei cittadini della Regione Toscana. Richiamandosi all’articolo 20 del Codice deontologico dei medici, ha affermato che “la comunicazione è tempo di cura, ma dev’essere comprensibile. Sui media si sente tutto e il contrario di tutto, mentre occorre un’informazione credibile che dia fiducia al paziente”.

La salute della comunicazione e la comunicazione della salute” e “Dottor Google e cattivi consigli: la salute 2.0“. Sono questi i due grandi temi affrontati nel corso della mattinata. Il primo tema è stato coordinato da Cosimo Nume, coordinatore Area strategica comunicazione della Federazione, il secondo è stato coordinato da Maurizio Scassola, Vice-Presidente Fnomceo e Michele Taddei. Tutti i relatori, ciascuno su un argomento specifico, si sono detti convinti di quanto sia importante che il tema della comunicazione sia affrontato con rigore scientifico e in maniera comprensibile. Si sono così alternati sul palco del Teatro Marco Masoni dell’Università di Firenze; Antonio Scala dell’Istituto Sistemi complessi del CNR; Pasquale Giuseppe Macrì, direttore Medicina Legale USL Toscana Sud Est; Francesca Vannozzi dell’Univerisità senese, la quale ha ripercorso la storia della Medicina della sua Università spiegando come l’Arte si sia messa al servizio dell’ospedale Santa Maria della Scala nella sua funzione assistenziale e nell’accoglimento, educazione e assistenza ai gittatelli (infanti abbandonati).

Gli interventi

Sullo schermo del teatro il logo della Fnomceo incastonato nella torre del Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia. “Questi sono simboli di una verticalità che si deve tradurre in orizzontalità comunicativa” ha spiegato Cosimo Nume nell’animare il confronto tra Sandro Spinsanti dell’Istituto Giano di Roma; Eva Crosetta, conduttrice de ‘L’ora della salute’ su La7; Ivan Cavicchi, docente di Sociologia a Tor Vergata, Roma.

Ascoltando Spinsanti, si percepisce il forte cambiamento che si è registrato su questi temi: “La comunicazione è di per sé una cosa buona, non si può non comunicare. Informazione, comunicazione, conversazione sono alla base dell’attuale rapporto medico-paziente. E pensare che fino ad alcuni decenni fa anche la buona medicina pensava di poter prescindere dall’informazione, che era un optional, in base ad un concetto dell’etica che prevedeva anche di poter mentire al paziente. Dunque, passi in avanti se ne sono fatti”.

Eva Crosetta ha portato la sua esperienza in Tv, “essendo La7 una Tv attenta ai cambiamenti della società. Importante è saper parlare di prevenzione perché i cittadini sappiano custodire il corpo umano, che è meraviglioso. Noi abbiamo scelto di dire sempre la verità, ma senza spaventare il pubblico che ci segue da casa che ha mostrato di avere una elevata permanenza nel seguire il nostro programma. Cerchiamo di svolgere una funzione sociale che è in evoluzione e puntiamo anche a portare in Tv la vox populi, attraverso interviste per le strade”.

Per Ivan Cavicchi, “il paziente non esiste più, perché è cambiata questa figura. La relazione di cura pertanto non è facile, come non è facile la comunicazione. Per il medico è importante l’osservazione alla quale occorre però aggiungere la comunicazione. E, per questo, il linguaggio è fondamentale, perché è conoscenza. Esiste una comunicazione ed esiste un’interpretazione. E dove si incontrano le verità individuali con la scienza? Si incontrano nella relazione di cura”.

Parla il “paziente consapevole”: Bisogna andare avanti!

Non ci poteva essere migliore conclusione dell’evento che quella fornita da tre Presidenti di OMCeO: Gianluigi Spata (Como), Pierantonio Muzzetto (Parma) e Filippo Anelli (Bari), i quali hanno portato le esperienze maturate nei loro rispettivi Ordini. Avendo presente l’idea lanciata da Monaco nel suo intervento iniziale, si pensa di istituire un Forum permanente su informazione e comunicazione da tenere periodicamente a Siena. Ma la conclusione più toccante l’ha portata Claudio Diaz, un “paziente consapevole”, per il quale “l’evento di Siena è di grande importanza e non si può che andare avanti sul cammino intrapreso”.

Orfeo Notaristefano

(Allegato)

L’EVOLUZIONE DELL’ETICA NELL’INFORMAZIONE. LE CARTE.

-     La legge 69 del 1963, istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, già prevede, all’articolo 2, diritti e doveri dei giornalisti.

-     Nel 1990, 27 anni dopo, Ordine dei giornalisti e FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) varano la Carta di Treviso, dedicata al rapporto tra media e minori, con il sostegno di Telefono Azzurro.

-     Nel 1993, OdG e FNSI approvano la Carta dei doveri del giornalista, con riferimenti al settore della Salute.

-     Nel 1995, nasce a Perugia la prima Carta regionale, sottoscritta da Ordine regionale dei giornalisti, Federazione regionale Ordini dei Medici e Ordine degli psicologi, definita un ‘vaccino’ contro la cattiva comunicazione in sanità.

-     Nel 1997 viene scritto a Roma il “Codice di deontologia del medico e del giornalista” dalla commissione di bioetica dell’OMCeO di Roma.

-     Nel 2001, a Torino, Ordine dei Medici e Ordine dei giornalisti siglano la Carta per la deontologia dell’informazione.

-     Nel 2004, a Bolzano, viene siglata degli OMCeO di Bolzano e Trento e dall’Ordine regionale dei giornalisti la Carta di intenti tra medici e giornalisti per la Sanità.

-     Nel 2005, la Federazione regionale degli OMCeO e l’Ordine regionale dei giornalisti sottoscrivono la Carta toscana per l’informazione biomedica. La Toscana diventa punto di riferimento in materia.

-     Nel 2007 nasce a Milano la Carta etica per l’informazione biomedica, su impulso dell’allora Presidente dell’Ordine dei giornalisti lombardo Franco Abruzzo.

-     Nel 2008 viene aggiornata la Carta di Torino del 2001.

-     Nel 2009, OMCeO di Genova e Ordine dei giornalisti varano la Carta della buona comunicazione.

-     Nel 2010, l’OdG e la FNSI, recependo l’appello dell’OMS, siglano la Carta di Trieste sulla Salute mentale, anche in omaggio a Franco Basaglia, che lì lavorò e a cui si deve la legge 180 del ‘78 sugli accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, più nota come legge per la chiusura dei manicomi.

Dunque, ci sono numerosi documenti, proprio questi. Non si parte da zero. L’obiettivo è giungere a un documento condiviso FNOMCeO - Ordine Nazionale dei Giornalisti che diventi un Codice etico (o Linee guida) per medici e giornalisti in tema di comunicazione e informazione in ambito sanitario. Si parlò proprio di questo nel 1996 a Palermo, in un evento intitolato “Malasanità addio. Un Codice etico per medici e giornalisti” organizzato dal Presidente OMCeO di Palermo Salvatore Amato e il Presidente FNOMCeO di allora Aldo Pagni e altri interlocutori. Si tratta di riprendere questo percorso e portarlo a sintesi. Se non ora, quando? Da Siena è emerso anche questo (NdR).


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