ARRESTI A TRAPANI, RACKET E COLLUSIONI CON POLITICA

Presi Ignazio Melodia e Francesca Adamo, avvocatessa a Palermo. L’ombra di Matteo Messina Denaro. Lumia: recidere legami mafia-politica-economia

(ANSA) - TRAPANI, 27 OTT - I carabinieri e la polizia di
Stato hanno eseguito stamani nel Trapanese 11 ordinanze di
custodia cautelare nell’ambito di un’indagine sulle cosche
mafiose del trapanese, guidate da Ignazio Melodia. L’attivita’,
coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo,
riguarda complessivamente 21 persone, ritenute affiliate alla
cosca mafiosa di Alcamo che avrebbero avuto collegamenti con la
politica locale. Un provvedimento del gip e’ stato notificato
anche al consigliere provinciale dell’Udc, Pietro Pellerito, al
quale e’ stato imposto il divieto di dimora ad Alcamo.
Tra i reati contestati agli indagati, oltre all’associazione
mafiosa, anche numerose estorsioni commesse sul territorio di
Alcamo tra il 2006 ed il 2008. Oltre agli 11 arrestati, gli
investigatori hanno notificato anche 10 avvisi di garanzia.
Perquisizioni sono in corso.(ANSA).
ABB 27-OTT-08 06:46
(ANSA) - TRAPANI, 27 OTT - Gli agenti del commissariato di
Alcamo hanno arrestato durante il blitz di stamani anche
un’avvocatessa palermitana. Si tratta di Francesca Adamo, 44
anni, penalista del foro di Palermo. La donna e’ accusata di
concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia
di beni.
Dalle intercettazioni emerge il presunto coinvolgimneto della
professionista negli affari delle cosche mafiose trapanesi.
Inoltre l’avvocato, parlando con alcuni indagati, diceva che
incontrava ad Altofonte, paese alle porte di Palermo, il boss
latitante Domenico Raccuglia. La donna nelle intercettazioni
parla anche del capomafia Matteo Messina Denaro e di Bernardo
Provenzano come se li avesse conosciuti.
Il provvedimento cautelare e’ stato notificato a Francesca
Adamo stamani a Roma.
Ai 21 indagati vengono contestati fatti aggravati per essere
stati commessi con il metodo mafioso, e figurano, oltre alle
numerose estorsioni, anche l’interposizione fittizia di alcune
societa’, reati di falso, danneggiamenti, attentati incendiari e
simulazione di reato.
(ANSA).
MAFIA: BLITZ NEL TRAPANESE; SEQUESTRATA DITTA CALCESTRUZZI
(V.’MAFIA: RACKET E COLLUSIONI…’ DELLE 6:45 CIRCA)
(ANSA) - TRAPANI, 27 OTT - Nell’ambito dell’indagine che ha
portato all’arresto di 11 presunti esponenti della cosca mafiosa
di Alcamo (Trapani) e alla denuncia di altre dieci persone, e’
stata sequestrata la ditta di calcestruzzi Medicementi.
Secondo gli inquirenti l’attivita’, che avrebbe un valore di
un milione di euro, sarebbe riconducibile allo storico clan
alcamese dei Melodia.
Secondo l’accusa, l’impresa era formalmente intestata ad una
serie di prestanomi.
Tra le persone arrestate, il cui elenco non e’ stato ancora
reso noto, c’e’ anche Ignazio Melodia, ”reggente” della
famiglia. (ANSA).
TRAPANI, 27 OTT - Secondo gli investigatori la
famiglia mafiosa di Alcamo sarebbe riuscita a ottenere il
monopolio per la fornitura del calcestruzzo per tutti gli
appalti pubblici e privati della provincia. Il cemento doveva
essere acquistato soltanto presso l’impianto riconducibile al
boss Diego Melodia, arrestato in nottata.
Dopo aver eliminato tutte le altre ditte concorrenti gli
arrestati, attraverso una serie di attentati e danneggiamenti,
avrebbero imposto alle ditte operanti nel settore di
approvvigionarsi unicamente presso la ‘Medi Cementi’ di Alcamo,
che e’ stata sequestrata.(ANSA).

ARRESTI TRAPANI, IMPRENDITORE SIMULO’ ATTENTATO PER FINGERSI VITTIMA

Palermo, 27 ott. - (Adnkronos) - Per fingersi un imprenditore
vittima della mafia simulo’ un tentato omicidio ai suoi danni, con
tanto di colpi di fucile sparati c ontro la sua auto, ma adesso e’
stato scoperto. Il protagonista della vicenda e’ Liborio Pirrone,
detto ‘Popo”, finito all’alba di oggi in carcere con altre dieci
persone nell’ambito dell’operazione ‘Abele’. E’ uno dei retroscena
emersi dall’inchiesta coordinata dalla Dda di Palermo. Secondo quanto
emersi dall’indagine condotta dal Commissariato di Alcamo e dai
Carabinieri, Pirrone, avendo fiutato di essere finito nel registro
degli indagati, “all’evidente scopo di sviare eventuali indagini sul
suo conto - come spiegano gli investigatori - avrebbe voluto
indirizzarle verso altri soggetti”.
Non solo. L’obiettivo era quello di “accreditarsi quale soggetto
nel mirino dall’associazione mafiosa e, quindi, non consapevole
partecipe ma di vera e propria vittima di mafia”.Il finto attentato e’
avvenuto il 30 novembre del 2007. “E’ stato lui stesso - ha spiegato
il dirigente del Commissariato di Alcamo, Valerio Aquila - a chiamare
il 112 e a fingere di essere stato vittima di un tentato omicidio”.
“Lo abbiamo trovato nascosto - ha spiegato il capitanto Augusto
Ruggeri della Compagnia di Alcamo - e fingeva di essere molto
spaventato”. E proprio questa mattina, subito dopo il suo arresto, le
forze dell’ordine hanno rinvenuto nel giardino dell’abitazione di
Pirrone il fucile usato per il falso attentato. Era nascosto sotto un
punto in cui era stata piazzata una sorta di bandierina. Quando i
militari hanno scavato, hanno trovato un tubo con all’interno il
fucile. Lo stesso usato per il falso attentato.
(Ter/Zn/Adnkronos)
27-OTT-08 13:48
Operazione Trapani, Lumia (Pd): Ancora intreccio politica-mafia
Roma, 27 OTT (Velino) - “Emerge ancora una volta uno
spaccato inquietante, ma non inedito, fatto di collusioni fra
pezzi della politica, organizzazioni criminali e settori
dell’economia. Perche’, al di la’ delle dichiarazioni di rito
degli esponenti di quasi tutti gli schieramenti politici
contro le mafie e per la legalita’, soprattutto in occasione
degli anniversari delle vittime della criminalita’
organizzata, poi nel vissuto quotidiano manca una chiara
determinazione nel recidere all’interno dei partiti questo
intreccio perverso. Alla politica oggi tutti i cittadini
chiedono un supplemento di rigore e di trasparenza attraverso
atti concreti, seppur dolorosi”. Lo ha dichiarato il senatore
del Pd Giuseppe Lumia. “I carabinieri e la polizia di Stato
hanno eseguito stamani nel trapanese undici ordinanze di
custodia cautelare nell’ambito di un’indagine sulle cosche
mafiose del trapanese, guidate da Ignazio Melodia.
L’attivita’, coordinata dalla Direzione distrettuale
antimafia di Palermo, riguarda complessivamente 21 persone,
ritenute affiliate alla cosca mafiosa di Alcamo che avrebbero
avuto collegamenti con la politica locale. Un provvedimento
del gip e’ stato notificato anche al consigliere provinciale
dell’Udc, Pietro Pellerito, al quale e’ e’ stato imposto il
divieto di dimora ad Alcamo”. (com/elb)
271659 OTT 08 NNNN

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