‘ndrangheta made in Germany

Copertina \'ndrangheta made in Germany16 ottobre 2005: delitto Fortugno a Locri, Calabria. Ferragosto 2007: strage di Duisburg, Germania.
Una scia di sangue collega la provincia di Reggio Calabria alla grande Germania. Le ‘ndrine salgono lo stivale, stanno a Roma, a Milano, passando per Casal di Principe, sconfinano in Europa e nel mondo. Così fa anche cosa nostra, la sacra corona unita e la camorra. Contro le mafie globali, strategie globali. Questo libro spiega il “che fare”: presto uno spazio giuridico europeo, applicando così la convenzione ONU, siglata a Palermo nel 2000.

900 persone appartenenti a 229 famiglie di ‘ndrangheta sono attive oggi in Germania nel traffico di stupefacenti, nella gestione dei rifiuti tossici, nel grande riciclaggio di denaro sporco, nell’imposizione del pizzo. Attività di copertura avvengono attraverso la gestione di ristoranti, pizzerie e alberghi nella Germania unificata dopo la caduta del muro di Berlino. Dal 1989, infatti, la ‘ndrangheta ha intensificato la sua presenza mettendo le mani su tutto ciò che era acquistabile, entrando così pesantemente nell’economia tedesca. Esistono circuiti a doppio senso di circolazione tra la Calabria e la Germania, ma non si decide nulla sul territorio tedesco senza l’ok delle ‘ndrine-madri di Reggio Calabria o della Locride. La ‘ndrangheta si è strutturata, le ‘ndrine si coordinano tra loro per assumere decisioni veloci, per marcare sempre di più la presenza nel Centro-Nord dell’Italia, in Europa e nel mondo. Questo libro indica le risposte da dare a un fenomeno così devastante. A livello europeo occorre adeguare la legislazione antimafia creando uno spazio giuridico europeo condiviso dagli Stati membri, che prenda a riferimento la Convenzione ONU, siglata a Palermo nel 2000. C’è da lavorare molto, ma la sfida è inevitabile e va vinta. In Germania e in Europa, infatti, non c’è solo la ‘ndrangheta, ma ci sono presenze di mafia siciliana, di sacra corona unita, di camorra, in particolare dell’immancabile Clan dei Casalesi. Istituzioni e cittadini insieme, in Italia e in Europa. Ma occorre agire da adesso, riaffermando l’antimafia del giorno prima. Non a caso, infatti, in questo libro si analizza anche lo spartiacque della strage di Duisburg.

GIUSEPPE LUMIA
50 anni, senatore, è nato a Termini Imerese (PA). Già Presidente del Movimento Volontariato Italiano (MOVI), parlamentare per più legislature, è stato Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, di cui anche attualmente fa parte. Determinante è stato il suo contributo per rendere più efficace la legislazione antimafia nel nostro Paese, in particolare per il sistema degli appalti, per l’inasprimento del 41-bis, il carcere duro per i mafiosi, nonché per norme certe per la confisca dei beni ai boss. Oltre all’attività parlamentare, costante è il suo impegno a sostegno di associazioni e movimenti, con iniziative sui territori, in particolare nel Sud del Paese.

ORFEO NOTARISTEFANO
59 anni, giornalista professionista, calabrese. Laureato in Sociologia, collabora con la FNOMCEO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri e con l’Università ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara. Fondatore del network ‘VERSO SUD’, ha scritto “SENZA MAFIE, VERSO SUD” (2005), due edizioni di “COCAINA CONNECTION. L’impero della ‘ndrangheta, il traffico mondiale di stupefacenti” (2007 e 2008) e “Le mani sulla sanità” (2008) con Alessio D’Amato e Dario Petti.