Articoli etichettati ‘‘ndrangheta’

‘NAVI DEI VELENI’: DA AMANTEA AD AMANTEA

Sabato 24 ottobre tutti in piazza nella città del Tirreno cosentino. Dalla mobilitazione locale a quella nazionale (leggi…)


NAVE DEI VELENI TROVATA AL LARGO DI CETRARO

Ma altre sono state affondate nel Tirreno e nello Jonio lungo tutta la costa calabra. Bene Procura di Paola. (leggi…)


‘COCAINA CONNECTION’ A FONTE NUOVA

Giovedì 21 maggio, alle ore 18, Centro anziani (leggi…)


12 MAGGIO: SCIOPERO FAME MASCIARI

Tutti al Quirinale alle 10. Pino non deve morire (leggi…)


LIBRI: “FAMELIKA” DA MAGGIO IN LIBRERIA

Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio all’attacco (leggi…)


CASAL DI PRINCIPE, IN MIGLIAIA PER DON PEPPE DIANA

In una settimana ho visto due volte i “Regi Lagni”, in una settimana ho visto più volte viadotti senza uscita, sopraelevate inutili, se non per alimentare il circuito del cemento controllato e gestito dalla camorra. In una settimana ho visto più volte strade e paesi degradati nell’area che va da Caserta verso Caivano, Marcianise, Casal di Principe, Trentola Ducenta, Aversa. Ho visto di seguito non morti ammazzati sulle strade, ma la bruttezza della camorra, delle sue speculazioni edilizie, della sua opera continua di distruzione del territorio, una volta Campania felix. Ho visto paesi e paesoni cresciuti in maniera assolutamente disordinata, senza piani regolatori e senza controlli. Ho visto che a Casal di Principe non esiste il minimo concetto di paese, ma semplicemente un agglomerato senza anima di case e ancora di case, tutte diverse una dall’altra, di diversa concezione, case in massima parte brutte, povere non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto povere agli occhi di chi attraversa questo paese provenendo da qualsiasi parte d’Italia. Oggi 19 marzo 2009 Casal di Principe ha respirato l’aria della libertà, della legalità, della speranza in un futuro che appena si riesce a figurare.
Oggi 19 marzo 2009 sono 15 anni che la camorra ha ammazzato don Peppe Diana, prete anticamorra sul territorio, niente antimafia di facciata e retorica nei pensieri di don Peppe Diana, ma solo antimafia vera, basata su valori alti, su pensieri, parole e azioni rivolte a questo sfortunato territorio. Oggi 19 marzo eravamo davvero in tanti a Casale per ricordare don Peppe e per preparare l’evento di sabato 21 a Napoli, la manifestazione che tutti gli anni facciamo attorno a ‘Libera’ con la giornata dell’impegno e della memoria delle vittime delle mafie italiche.
In tanti per dire basta alla camorra. Uno striscione appeso sul muro di cinta del cimitero recita: “Casalesi vuol dire abitanti di Casale e non clan dei casalesi”. Uno slogan di riscatto rispetto al controllo del territorio operato dalla camorra. Siamo in tanti e soprattutto sono tanti i giovani. Quando don Luigi Ciotti chiama, noi rispondiamo e siamo presenti. Ma a Casal di Principe i segni della presenza camorrista sono ovunque, anche negli sguardi di chi osserva il corteo.
Ho visto un ponte progettato male in altezza e una strada fatta scendere dentro una buca sotto il ponte perché troppo basso per i camion. Luca mi fa osservare pezzi di strada mai terminati, altri pezzi di strada inutilmente sopraelevati rispetto al suolo. Ho visto una campagna devastata e incolta, proprio qui che era il regno dei pomodori, della frutta, dei fiori. Proprio qui in “Terra di lavoro” dove il lavoro non c’è più. Ho visto i resti ammucchiati della cosiddetta emergenza rifiuti. Ma quale emergenza? Qui è la normalità. Ho visto poi la speranza nel futuro dei giovani mobilitati qui da ‘Libera’, ho visto la militanza dei componenti il Comitato Don Peppe Diana. Ho visto nei loro volti la Campania che vuole cambiare. Ho visto studenti e docenti del liceo psicopedagogico di Caivano, dove sabato scorso eravamo a presentare ‘Cocaina connection’. Ha parlato con le professoresse Annamaria e Maria. In questo territorio torneremo e più volte.
Esco da Casal di Principe sforzandomi di credere in questa speranza ma con la stessa amarezza che mi prende in alcune zone della Calabria infestate dalla ‘ndrangheta. Mafiosi camorristi e ‘ndranghetisti non solo fanno affari sulle spalle delle popolazioni, non solo ammazzano, non solo fanno estorsioni e traffico di stupefacenti, ma distruggono territori e ambiente. I camorristi, poi, sono specialisti nel distruggere tutto costruendo manufatti brutti, inimmaginabili lontano da qui, da questi luoghi, da questa realtà fortemente compromessa. Ecco perché lo slogan scelto quest’anno dal network di Don Ciotti è addirittura commovente: “L’Etica Libera la Bellezza”, il contrario esatto delle troppe bruttezze lasciate in eredità dai camorristi. L’etica della politica e nella politica, l’etica nei comportamenti sociali sono l’antidoto alla pervasività della camorra in questi territori, sono l’alternativa alla situazione di oggi fatta di una diffusa, strutturale e rassegnata illegalità. Proprio quello slogan dovrà dare il senso della volontà di cambiare, dare un segno di scelte e azioni positive da avviare e portare avanti. Come quelle che mette in campo Ernesto con la sua libreria di Aversa che non a caso ha chiamato “Quarto Stato”.
Ci sono i familiari delle vittime delle mafie con la moltitudine che oggi ha invaso Casal di Principe. Con Don Ciotti, ci sono politici nazionali e locali, il mondo del volontariato, i boy scout e i cittadini di Casale. Non si può fare una manifestazione al giorno, ma di quella di oggi un segno, un ricordo resterà a Casale. Tra i politici presenti, Giuseppe Lumia, punto di riferimento per la lotta alle mafie: “Occorre sbrigarsi e inasprire il 41 bis. Occorre accelerare nelle azioni per spezzare il rapporto tra mafie e politica perché in questo siamo indietro, anche qui”. Il messaggio è chiaro: anche il clan dei casalesi non sarebbe diventato quel che è senza collusioni e complicità con pezzi di politica e di Istituzioni. Come, d’altra parte, avviene in Calabria e Sicilia. Ma le migliaia di persone che erano oggi a Casale, quelle che erano lo scorso anno a Bari e due anni fa a Polistena nulla hanno a che spartire con collusioni e complicità con le mafie, rappresentano anzi l’Italia pulita che vuole lo sviluppo del Sud nella legalità e pretendono dallo Stato azioni a 360° per una strategia globale contro le mafie che sicuramente hanno le loro radici nelle regioni del Sud ma ramificazioni ovunque, a livello nazionale e internazionale. Una strategia globale fatta di intelligence, di normative antimafia almeno a livello europeo, di collaborazione internazionale delle forze dell’ordine nonché di una presenza costruttiva e costante di tutto il popolo dell’antimafia. (o.n.) 19 marzo 2009, Casal di Principe


‘NDRANGHETA: GRATTERI, “LA MIA VITA BLINDATA”

Quando calano i reati vuol dire che il controllo del territorio è più ferreo. Intervista a Panorama in edicola da venerdì 20 marzo (leggi…)


STRAGE DUISBURG, CATTURATO G. STRANGIO

 Pignatone: è un grandissimo successo (leggi…)


“NO A TUTTE LE MAFIE”. CROTONE IN CORTEO

Uno striscione per ringraziare giudici e magistrati (leggi…)


COCAINA CONNECTION A CLETO (COSENZA)

Sabato 7 feb ore 10, scuola media inferiore (leggi…)